Si trattava di progettare e realizzare un’incisiva testimonianza ecclesiale nel dopoguerra, in un momento storico di sviluppo sociale e culturale.

 

 

 

 

Ed il Congresso eucaristico nazionale del 1956 costituì oggettivamente una rilevante manifestazione ecclesiale a livello nazionale, con cinque cardinali intervenuti, un centinaio di presuli presenti, 600mila pellegrini giunti da tutta Italia.

Mons. Francesco Minerva svolse a Lecce in modo incisivo l’attività pastorale per tre decenni, riorganizzando attentamente la Chiesa locale, sostenendo, con notevole impegno, fatica e generosità, l’organizzazione delle diverse strutture ecclesiastiche e successivamente curando faticosamente le prime attuazioni di rinnovamento conciliare.

Basta ricordare l’erezione di ben trenta parrocchie, le numerose costruzioni di chiese con annessi edifici pastorali, i numerosi restauri di centri di apostolato.

Organizzatore acuto e diligente, promosse attente e minuziose visite pastorali, celebrazioni grandiose e manifestazioni, come Congressi mariani e missioni popolari, molteplici momenti eucaristici diocesani.

Cercando, in particolare, di applicare il rinnovamento conciliare del Vaticano II… magari pure con momenti di difficoltà che a volte lo fecero davvero soffrire…

Anche perché non era realmente facile, pure per il clima culturale e sociale del ‘Sessantotto’, molto presente in quegli anni nella società italiana…

Papa Pio XII espresse più volte la sua grande soddisfazione con esplicito plauso per la riuscita dell’evento e con diretto collegamento radiofonico con Lecce, parlando di «ottima riuscita del Congresso nazionale».

Sostenuto da collaboratori altamente qualificati come l’allora delegato vescovile, mons. Ugo De Blasi, Mons. Minerva fu oggettivamente capace di sensibilizzare intensamente le diocesi dell’intera nazione.

Si era in un momento di ricostruzione della società e del Paese, come appunto attestano molti periodici nazionali: “La rivista del clero italiano”, fondata a Milano nel 1920, ad esempio documentava testualmente: “quel zelantissimo Vescovo mons. Francesco Minerva… il comitato promotore che lavora indefessamente… una vasta organizzazione imponentissima che prepara le giornate…”.

Da rilevare, infine, che il testo della suddetta Rivista (LEGGI) fu redatto dal più vicino collaboratore del presule, poi nominato vicario generale, don Ugo De Blasi, che qualche anno dopo annotava: “mons. Minerva non ebbe riposo, stando in mezzo a noi”.

  

IL CORPUS DOMINI DIOCESANO IN CATTEDRALE E IN TV

Per fare memoria di quell'evento straordinario e unico nella storia della Chiesa leccese, l'arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta, come più volte preannunciato da Portalecce (LEGGI), ha disposto che, per quest'anno, la celebrazione del Corpus Domini avrà un respiro diocesano e per questo, nella città di Lecce, verrà anticipata a giovedì 4 giugno alle 19 con la messa in cattedrale e la processione eucaristica per le vie del centro cittadino.

La solenne concelebrazione verrà trasmessa in diretta sulla pagina Facebook di Portalecce e in tv su Tele Dehon (ch 19). Regia di don Emanuele Tramacere e commento di Beatrice Sicuro.

 

 

 

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