La Chiesa di Lecce è in festa per un suo figlio: Giuseppe Ferraro.

L’accolito della comunità parrocchiale di Santa Rosa in Lecce, al termine del suo percorso di formazione nel seminario regionale di Molfetta, con l’imposizione delle mani e la preghiera di Ordinazione da parte dell’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta sarà ordinato diacono lunedì 4 maggio alle 18 nella chiesa cattedrale. La celebrazione, a vantaggio degli ammalati, degli anziani e di chi non potrà essere fisicamente presente, sarà trasmessa in diretta sulla pagina Fb di Portalecce e su Tele Dehon (ch 19).
Il diaconato non rappresenta un traguardo ma un servizio con il quale si assume la forma di Cristo servo. Il diacono, infatti, è colui che sta sulla soglia: tra l’altare e la strada, tra la preghiera e il bisogno dei poveri. A Giuseppe saranno affidati “compiti” preziosi come il servizio alla mensa eucaristica, l’annuncio della Parola e la cura dei fratelli più piccoli e fragili, divenendo occhio e cuore della carità.
Il rito dell'ordinazione diaconale ha inizio subito dopo la proclamazione del Vangelo, quando l'ordinando viene presentato al vescovo e un presbitero incaricato ne garantisce la dignità sulla base della formazione ricevuta e della testimonianza del popolo cristiano. Una volta che il vescovo ha ufficialmente scelto il candidato tra l'assenso dell'assemblea, l'eletto si pone davanti a lui per l'esame degli impegni. In questo momento fondamentale, egli manifesta la volontà di essere consacrato al ministero attraverso l'imposizione delle mani, impegnandosi a esercitare il diaconato con umiltà e carità in aiuto all'ordine sacerdotale, a custodire il mistero della fede per annunciarlo con le opere e a celebrare fedelmente la Liturgia delle Ore, dichiarando inoltre di voler vivere nel celibato come segno di totale dedizione a Cristo.
Il rito prosegue con un momento di profonda fiducia e dedizione, in cui l'eletto si inginocchia davanti al vescovo e pone le proprie mani tra le sue. In questo gesto di comunione, egli promette solennemente filiale rispetto e obbedienza al vescovo e ai suoi successori.
Successivamente, l'assemblea invoca l'aiuto divino attraverso il canto delle litanie dei santi, mentre l'ordinando si prostra a terra in segno di umiltà e consegna di sé. Il centro del sacramento avviene con l'imposizione delle mani sul capo, compiuta dal vescovo in silenzio, seguita dalla solenne Preghiera di Ordinazione. In questa preghiera si invoca l'effusione dello Spirito Santo e dei suoi sette doni, affinché il nuovo diacono sia pieno di virtù, premuroso verso i poveri e fedele nel servizio, sull'esempio di Cristo che non venne per essere servito ma per servire. Il rito si conclude con la vestizione degli abiti diaconali e la consegna del Libro dei Vangeli, strumento del ministero di annuncio che il diacono è ora chiamato a svolgere.
Intorno a Giuseppe si uniscono in preghiera i famigliari, la comunità di Santa Rosa - che lo ha “adottato” essendo egli di origini siciliane - con in testa il parroco don Damiano Madaro, la comunità e i formatori del seminario maggiore di Molfetta che ne hanno curato la formazione, e tutta la Chiesa diocesana di Lecce, in questo momento così importante per un giovane che ha deciso di scommettere sul Signore e di fare sul serio con Lui.
In preparazione all’evento sacro, la comunità parrocchiale di Santa Rosa, domani 30 aprile alle 18 ha organizzato una Veglia di preghiera vocazionale per ringraziare il “Padrone della messe” del dono di un nuovo diacono, futuro presbitero e invocarlo affinché continui a mandare “numerosi operai”.


