Il pranzo ecumenico - che diviene anno dopo anno una felice consuetudine - di ieri ha concluso a Lecce la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani.

Un incontro di condivisione fraterna che ha riunito i battezzati e i pastori delle diverse comunità presenti nel Salento nei locali della parrocchia leccese di San Filippo Smaldone.
Ad accogliere i circa centodieci partecipanti delle diverse confessioni cristiane l 'arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta, insieme con il direttore dell’Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, don Carlo Santoro. I convenuti, provenienti dalla comunità di San Filippo Smaldone, dalla Chiesa evangelica internazionale pentecostale, dalla comunità rumena ortodossa, dalla comunità locale del Movimento dei Focolari e dalla comunità greca del patriarcato di Costantinopoli, si sono riuniti attorno alla stessa mensa per spezzare insieme il pane ed essere testimoni di unità e comunione.
Presenti anche diversi presbiteri della diocesi e i pastori delle comunità. Come racconta il delegato per l'ecumenismo don Carlo Santoro: “sono molto felice perché questo è già il quarto anno che riusciamo ad organizzare questa iniziativa che abbiamo chiamato la ‘convivialità delle differenze’, rubando l’espressione a don Tonino Bello. Ognuno dei partecipanti ha portato qualcosa della propria tradizione culinaria e, insieme alla condivisione del cibo, durante il pranzo si faranno delle pause nelle quali ci racconteremo qualcosa della nostra vita e della vita delle varie comunità. Le persone sono contente di tornare, si riconoscono, si salutano. Si è creata una bella tradizione”.
Il bel momento di convivio ha così concluso l’Ottavario che promuove la preghiera comune, il dialogo e l'incontro fraterno tra confessioni cristiane, raccontando di una pace concreta e possibile.
Photogallery di Arturo Caprioli.

