Celebrare un quarto di secolo non significa solo guardare ai traguardi raggiunti, ma onorare ogni singola persona incontrata lungo la strada.

La Fondazione Regina Pacis ha tagliato il traguardo dei 25 anni (2000-2025) e lo fa con un rapporto annuale commemorativo (SCARICA) che, al posto di un tradizionale indice, sceglie di dare voce a venticinque storie di vita. È un profondo ringraziamento corale rivolto ai beneficiari, ai partner e ai donatori che hanno camminato insieme in questo percorso di dignità.
Tra queste pagine vibrano testimonianze di straordinaria resilienza. C'è la storia di Maria, che ha superato i traumi dell'infanzia e oggi vive in autonomia: la sua vicenda è "la prova vivente che, quando un bambino riceve sostegno al momento giusto, può superare ogni sofferenza". Commoventi sono anche le parole di Ilie Codreanu, che dopo essere stato sostenuto nei suoi studi, scrive: "Sono grato per le persone che non hanno rinunciato a me quando io ancora non credevo in me stesso".
La Fondazione si è rivelata un faro anche nelle emergenze internazionali, offrendo rifugio a quasi 14mila persone colpite dalla guerra in Ucraina. Tra loro, Svetlana Rogalevich racconta con gratitudine: "Il vostro aiuto ha significato la possibilità di un nuovo inizio". Che si tratti di giovani come Cătălin, che sogna un futuro da cuoco dopo il carcere, o di anziani soli come la signora Zinovia, che nella mensa sociale ritrova il senso di appartenenza, il messaggio è unico: nessuno deve essere dimenticato.
Come sottolineato dal presidente mons. Cesare Lodeserto, questi 25 anni sono stati scritti con "pagine stupende di carità ed amore". Un impegno che continua, uniti, per costruire un mondo migliore
In base al "Rapporto Annuale 2025", i progetti futuri della Fondazione Regina Pacis per i prossimi anni si configurano come una naturale prosecuzione ed evoluzione del lavoro svolto nell'ultimo quarto di secolo (2000-2025). Pur presentando le perle che la Fondazione ha incastonato nella sua storia, emergono chiari orientamenti strategici e impegni specifici.
Scrittura di una nuova storia collettiva. Il presidente, mons. Cesare Lodeserto, affida simbolicamente il futuro della Fondazione ai suoi sostenitori e partner, affermando: "Grazie a te, che scriverai la storia dei prossimi anni...". Questo indica una volontà di continuare a operare attraverso una rete di solidarietà condivisa per costruire un "mondo migliore" partendo dai “sogni” dei suoi Amici.
Consolidamento dei percorsi di autonomia. La Fondazione punta a rafforzare progetti come la Residenza assistita “In Cammino”, destinata ai giovani senza sostegno familiare. Per i prossimi anni, l'obiettivo è accompagnare i beneficiari verso una completa indipendenza. Ad esempio, per giovani come Marcel, i passi futuri includono l'iscrizione a corsi serali per perfezionare le competenze professionali e costruire una carriera solida.
Integrazione professionale e sociale. Il futuro della Fondazione passa attraverso il successo lavorativo dei suoi assistiti. Si prevede il continuo supporto a profili come Cristina, che mira a diventare pedagogista sociale, e Marina, che desidera diventare insegnante, confermando l'impegno nel campo dell'educazione e dello sviluppo personale.
Sostegno continuo alle emergenze e alle fragilità. La Fondazione manterrà attivi i servizi essenziali che hanno già dato prova di grande impatto, come la Mensa Sociale per gli anziani soli (come la signora Zinovia) e l'assistenza ai rifugiati, un impegno che ha già visto beneficiare quasi 14.000 persone e che resta una priorità in risposta ai bisogni urgenti della società.
Supporto a distanza e disabilità. Continuerà l'impegno nell'assistenza a distanza per famiglie con bisogni speciali, fornendo non solo aiuti materiali (alimenti, prodotti per l'igiene) ma anche dignità e speranza in situazioni di gravi difficoltà neurologiche o fisiche.
Per la Fondazione Regina Pacis una missione sembra per i prossimi anni: non dimenticare nessuno, dai bambini ai detenuti in cerca di reinserimento (come Cătălin), garantendo loro opportunità concrete nel mercato del lavoro.


