È, ormai, tutto pronto per il trasferimento della Curia arcivescovile di Lecce nei locali dell’ex seminario di via Umbria a Castromediano, ora Centro di pastorale e cultura “Giovanni Paolo II”.

Nella mattinata odierna, l’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta ha convocato i direttori dei singoli Uffici per fare il punto della situazione, per mostrare loro la locazione di ogni singolo ufficio e per annunciare che dal mese di febbraio l’imponente macchina pastorale che lo coadiuva nell’esercizio del suo ministero episcopale sarà operativa nella nuova sede.
L’incontro di stamani, tuttavia, è stata l’occasione per annunciare l’ingresso nell’ organigramma curiale di altri sacerdoti che arricchiranno la comunità presbiterale che, insieme al presule, qui offriranno il loro contributo e la loro competenza. Le nomine saranno formalizzate nei prossimi giorni.
Il pastore ha espresso viva gratitudine a mons. Giancarlo Polito che per tanti anni è stato appassionato ed efficiente segretario generale di curia; a lui subentra nello stesso ruolo, don Federico Andriani, viceparroco di San Lazzaro in Lecce.
Novità anche in cancelleria e nell’ufficio matrimoni: a don Giovanni Quarta che ha svolto tale compito con competenza ed efficienza subentra in qualità di vicecancelliere, don Gianmarco Errico, parroco di Santa Maria delle Grazie in Campi Salentina.
L’ultima novità ha riguardato gli Uffici per l’edilizia ecclesiastica e per i beni culturali ecclesiastici: al fianco del vicario episcopale per l’economia mons. Antonio Montinaro lavorerà don Cosimo Marullo, parroco di San Nicola da Myra in Lecce ed esperto del settore.
Al termine della mattinata così si è espresso l’arcivescovo Panzetta: “Credo che siamo pronti a partire con il nuovo progetto della curia; si tratta non solo di cambiare sede quanto di rivedere il nostro modo di pensare e di renderlo più sinodale a partire dall’organismo che, col vescovo diocesano, opera per il governo della Chiesa particolare. Per me come pastore è un motivo di gioia poter contare su un organigramma così ricco di presbiteri in un tempo in cui le Chiese italiane vivono un calo di vocazioni. Non abbiamo clericalizzato la curia: l’abbiamo affidata ai presbiteri che, quale primo loro compito hanno quello di un di più di amore verso la Chiesa diocesana nella quale sono i primi collaboratori del vescovo”.

