Riparte stasera 5 dicembre alle 19.30, nella cattedrale di Lecce, “Scendi… in cripta!”, la seconda edizione del progetto promosso e curato dal Servizio diocesano di pastorale giovanile.
Lo slogan scelto quest’anno - Un percorso “ad arte” per giovani di Parola - e che farà da filo conduttore agli incontri mensili programmati fino a maggio, in qualche modo lascia immaginare un cammino nel quale la bellezza, frutto del pensiero e della creatività dell’uomo, incrocerà davanti agli occhi dei giovani della Chiesa di Lecce, con la grandezza di Dio, Parola incarnata.
A guidare stasera il primo appuntamento in calendario sarà don Antonio Scattolini, presbitero della diocesi di Verona e delegato episcopale per la pastorale dell’arte, studioso ed esperto del rapporto tra arte e spiritualità.
Con don Salvatore Corvino, direttore del Servizio diocesano di pastorale giovanile, impegnato in questi giorni a Roma per affinare la discussione della sua tesi di dottorato in teologia biblica alla Gregoriana (programmata per martedì prossimo, 9 dicembre), abbiamo provato a giocare d’anticipo per tentare di conoscere le novità di questa nuova esperienza di “Scendi…”.
Don Salvatore, riparte "Scendi... in cripta!". Che cosa ha spinto l'equipe del Servizio diocesano di pastorale giovanile a riproporre anche quest'anno l'appuntamento mensile riservato ai giovani della Chiesa di Lecce?
L’esperienza vissuta lo scorso anno, e che ha visto l’interesse di tanti giovani rispetto alla Parola di Dio e la convinzione che è nella Scrittura che ciascuno trova risposte alla sua vita, ci ha confermato la bontà dell’intuizione avuta. Abbiamo potuto scorgere la fame dei giovani rispetto alle questioni importanti ed il loro desiderio di fare sul serio e la Parola consegnata loro è stato “cibo” gradito. In fase di programmazione, quindi, è stata una scelta logica pensare di riproporre anche quest’anno l’appuntamento con cadenza mensile, seppur con un format leggermente diverso.
"Un percorso 'ad arte' per giovani di Parola” è il claim di questa nuova edizione. Richiama sicuramente la bellezza artistica e, anche l'ospite di stasera, don Scattolini, fa pensare a un cammino guidato dall'iconografia sacra. Sarà così?
Il cammino che insieme compiremo in questa nuova esperienza si muoverà su due binari: la Parola di Dio e la bellezza dell’arte. Accanto al “cibo” buono di cui dicevo, abbiamo pensato di aggiungere la categoria della bellezza che sa toccare le corde della vita. Ci educheremo all’ascolto della Parola e ci educheremo alla bellezza, nella certezza che questo binomio è vincente ed entusiasmante. Don Antonio, nel primo incontro, ci insegnerà proprio come tenere insieme queste cose donandoci un metodo per far incontrare la bellezza… della Parola, dell’arte, della vita dei nostri giovani.
Quali sono le attese all'inizio di questa nuova avventura e cosa ci puoi anticipare riguarda alle prossime "puntate"?
Speriamo di poterci essere anzitutto, come compagni di strada che desiderano stare con i ragazzi e i giovani; con loro vogliamo condividere pezzi di vita e, nel nostro piccolo, donare loro strumenti per stare nelle domande di senso che si pongono, illuminandole con il Vangelo… Insieme a loro, nelle varie tappe del cammino annuale incontreremo diversi compagni di viaggio, personaggi della Scrittura che hanno fatto sul serio nella loro vita e che aiuteranno ciascuno a fare sul serio con il Signore.

