L'esperienza in terra moldava che l'arcivescovo di LecceAngelo Raffaele Panzetta ha compiuto, accompagnato da un gruppo di sacerdoti - tra loro anche l'arcivescovo emerito Michele Seccia e due diaconi permanenti -, dal 24 al 28 settembre scorsi per i venticinque anni di cooperazione tra la Chiesa leccese e quella di Chisinau (LEGGI) ha avuto ieri una eco anche a livello universale.

 

 

Ne ha, infatti, parlato con un approfondimento a firma di Igor TraboniL'Osservatore Romano (LEGGI A PAG. 8) il quotidiano della Santa Sede, che ha ricordato quanto la suddetta esperienza sia stata un ritrovarsi tra comunità ecclesiali sorelle che fanno della carità il mezzo attraverso cui annunciare il Vangelo.

In terra moldava, dunque, la compagine leccese non ha solo preso coscienza della forma contagiosa della carità che si propaga a macchia d'olio ma constatato la necessità, attraverso le opere della Fondazione "Regina Pacis" guidate da don Cesare Lodeserto, di imparare a far il bene con puntualità e stile.

Le parole dell'arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta a conclusione dell'esperienza sintetizzano quanto essa ha lasciato nel cuore dei partecipanti: "Portiamo l'incoraggiamento a fare sul serio con la carità, a non lasciare che il povero diventi più povero ma che possa sentire che le sue sofferenze vengono alleviate dell'attenzione di chi vive la provocazione evangelica".

 

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