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Non ci sono parole per descrivere l'esplosione festosa, gioiosa e di fede, che la comunità di Torchiarolo ha vissuto ieri sera, accogliendo il vescovo Anton Cosa, unico presule della Moldavia, accompagnato dagli arcivescovi Angelo Raffaele Panzetta e Michele Seccia, con don Cesare Lodeserto e la delegazione moldava.

 

 

Mons. Cosa ha presieduto la solenne concelebrazione eucaristica, in una chiesa gremita di fedeli, che ha accolto giovani, adulti e anziani provenienti anche da diocesi limitrofe. All'inizio della celebrazione, don Antonio De Nanni ha rivolto il saluto di benvenuto, esprimendo gratitudine e meraviglia per quanto si stava compiendo, nel ricordo grato di mons. Ruppi. Ha salutato i convenuti, tra cui il presidente della provincia di Brindisi, il maestro Al Bano Carrisi, sempre attento ai temi della solidarietà, e tutte le autorità religiose, tra cui diversi sacerdoti, autorità civili e militari presenti. Ha ringraziato il Centro missionario diocesano, in testa a tutte queste giornate, guidato dal direttore il diacono Vinicio Russo, insieme al diacono Achille Giglio e all'equipe.

Il presule, nell'omelia, ha voluto ricordare la difficoltà e la bellezza della nascita della Chiesa di Chisinau, aiutata sin da subito in tutto e per tutto dall'amata Chiesa di Lecce. Ha sottolineato l'importanza di ancorare tutto al messaggio della Parola, vero annuncio alle genti, della buona notizia del Vangelo, alla cui missione fu mandato sin da giovane in Moldavia, che lo ha portato a vedere il passaggio da una piccola parrocchia per tutta la nazione, fino alla nascita della diocesi, che oggi conta venti parrocchie.

La celebrazione è continuata in un clima profondo di preghiera e allo stesso tempo di grande gioia, alimentata anche dalla bravura musicale e plurilinguistica del coro parrocchiale Syahamba.

Un momento davvero toccante, è stato quello della preghiera del Padre nostro, prima cantato dal coro, poi recitato dal vescovo Cosa e da don Cesare in lingua russa, che come ha ricordato don Antonio, è la lingua della guerra e della morte in questo tempo storico, per cui va utilizzata ora per pregare, ricostruire e risorgere. Poi in italiano e nuovamente il coro. Al termine della celebrazione, mons. Panzetta, ha ringraziato tutti coloro che stanno permettendo il compimento di questa grande bellezza del Giubileo del gemellaggio tra la Chiese, a partire dall'Eucarestia celebrata, orientati a migliorare sempre di più le fattive relazioni che passano dall'istituzionalità, alla familiarità.

La pioggia non ha fermato niente e nessuno. Lo spettacolo dei talenti locali, che era previsto in piazza o in oratorio, si è svolto in chiesa, creando un clima meraviglioso di emozione, gioia, meditazione. Si sono susseguiti una serie di giovani talentuosi che hanno cantato l'amore, la pace, la passione per il Signore, smontando tutto ciò che ha il sapore del male e della guerra. Veri talenti che hanno lasciato a bocca aperta e con le lacrime agli occhi, i fedeli presenti.

Il sindaco Elio Ciccarese ha rivolto un saluto commosso a tutti, consegnando delle targhe di gratitudine e riconoscimento ai vescovi Anton e Angelo Raffaele, al direttore del Centro missionario diocesano e a don Antonio De Nanni, amministratore parrocchiale di Torchiarolo. Inoltre, ha annunciato l'iter che il comune ha intrapreso con Asl di Brindisi per stipulare una convenzione che permetterà di inviare presidi medico-sanitari dismessi, ma in buono stato, alla popolazione moldava. Inoltre, ha annunciato il desiderio dell'amministrazione, di avviare le procedure per il conferimento della cittadinanza onoraria torchiarolese all’arcivescovo Seccia.

Queste giornate hanno richiesto mesi di lavoro e preparazione anche grazie al supporto e alla collaborazione fattiva dell'amministrazione comunale e delle forze dell'ordine, oltre che a tutti gli operatori pastorali coinvolti, a partire dal gruppo liturgico e missionario, coristi e musicisti.

A seguire, festa in canonica con tavolata italo-balcanica e tanto altro.

 

Racconto per immagini di Arturo Caprioli.

 

 

 

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