In un tempo segnato da fragilità ambientali e spirituali, cristiani di diverse confessioni si sono ritrovati insieme, ieri pomeriggio, uniti dalla fede nel Cristo risorto e dal desiderio di custodire la casa comune.

L’incontro si è svolto, nella Foresta urbana di Lecce, un luogo simbolico della città, dove la biodiversità non è solo presenza naturale, ma segno tangibile della bellezza del creato e della responsabilità che ci accomuna, grazie alla collaborazione del Presidente del Wwf, Vittorio De Vitis che da anni, con la presenza di numerosi volontari, si occupa di salvaguardare questo importante polmone verde cittadino.
Provenienti da Chiese diverse e guidati dai loro pastori - l’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta, Padre Giovanni Giannoccolo, Padre Ovidiu Grancea e il Pastore Pietro Sesto - i partecipanti, cattolici, ortodossi, evangelici, si sono ritrovati per condividere un momento di preghiera ecumenica, semplice ma profondo.
I testi scelti - salmi, letture bibliche, invocazioni - hanno richiamato l’armonia originaria della creazione e la vocazione dell’umanità a coltivarla e custodirla, come insegna la Genesi.
Là dove la vita si manifesta nella sua varietà di forme e colori, anche la diversità dei cammini cristiani ha trovato una voce comune, quella della lode al Creatore, della supplica per la pace e dell’impegno concreto per la cura della terra, perché, come ha ricordato Papa Francesco, “non ci si salva da soli”: né come individui, né come Chiese. Solo insieme, nel dialogo e nella comunione, possiamo essere semi di pace e di speranza nel mondo.
Con la veglia ecumenica si è così concluso il ciclo di eventi organizzati in diocesi per celebrare il Tempo del Creato, che ogni anno dal 1° settembre al 4 ottobre invita le comunità cristiane di tutto il mondo a riflettere e agire per la salvaguardia del pianeta e che quest’anno aveva come titolo: “Semi di pace e di speranza”.
Le iniziative, proposte dall’Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso in collaborazione con l’Ufficio diocesano per i problemi sociali e il lavoro e il Circolo Laudato Si’ di Lecce, sono partite mercoledì 10 settembre con la “messa per la custodia del creato” celebrata da don Carlo Santoro nel monastero delle Clarisse, luogo da sempre pensato per custodire e salvaguardare il creato.
Il 17 settembre si è svolto un incontro dal titolo “Quale rapporto tra l’uomo e il creato” secondo la tradizione ebraica e quella islamica. Teatro dell’evento è stato l’Orto Botanico del Salento dove, dopo una visita del luogo guidata dal prof. Gian Pietro Di Sansebastiano (presidente della Fondazione che lo gestisce), si sono confrontati il prof. Furio Ahron Biagini e l’Imam Saifeddine Maaroufi. Bello per i partecipanti aver scoperto uno scrigno verde della nostra città e aver potuto vedere e sentire che le religioni, anche se diverse, uniscono e mai dividono, quando gli uomini sono disponibili a conoscersi, accogliersi e amarsi. In questo luogo abbiamo potuto sperimentare che il rapporto tra ebrei, musulmani e cristiani è “naturalmente” fraterno, il commento di chi vi ha partecipato.
Il penultimo evento, anch’esso molto interessante, si è svolto presso la parrocchia San Filippo Smaldone. L’evento dal titolo “Il clima della terra sta cambiando. Cosa dice la scienza” è stato organizzato con l’intento di formare e informare sulle condizioni climatiche del nostro pianeta, basandosi sulla veridicità dei dati e degli studi scientifici.
Grazie all’esperto, prof. Gianandrea Mannarini, ricercatore del Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici (con sede a Lecce), i numerosi partecipanti hanno potuto conoscere quali sono i risultati degli studi sul tema e avere più consapevolezza di quale è la situazione attuale, quali i possibili scenari a cui andiamo incontro e le diverse politiche e scelte, a vari livelli, che potrebbero accelerarli o attenuarli e rallentarli.
Photogallery di Arturo Caprioli.

