“Edificati dalla comunità” è il titolo dell’ultimo incontro nazionale dei direttori degli uffici catechistici e delle équipe diocesane a Roma, che si è concluso ieri 30 settembre, e che ha visto anche la presenza del direttore diocesano di Lecce, don Stefano Spedicato.

 

 

 

 

Dio comunica sé stesso, non una dottrina e, Gesù, nel corso del suo ministero pubblico, ha compiuto scelte di linguaggio ben precise per annunciare l’avvento del regno di Dio.

La Chiesa esiste per evangelizzare, “per permeare la cultura del nostro tempo con l’annuncio del Vangelo, per rinnovare stili di vita, criteri di giudizio, modelli di comportamento e ridare fondamento cristiano a quei valori che fanno parte integrante della nostra tradizione, ispirata dal cristianesimo” (Incontriamo Gesù, 15).

Il linguaggio della catechesi incrocia inevitabilmente tutte le dimensioni della conoscenza, determinando decisivi mutamenti a livello culturale (Cfr. Direttorio per la catechesi 2020, n. 213).

Per questo non si può parlare di dottrina, come nel recente passato, ma di inculturazione della fede.

I cambiamenti velocissimi degli ultimi decenni chiedono di educare al pensiero di Cristo, a vedere la storia come Lui; l’evangelizzazione diventa allora orizzonte e processo della comunicazione della fede nel ‘cambio d’epoca’ che stiamo vivendo.

In quest’ottica il convegno nazionale per la formazione degli operatori catechistici offre un ampio sguardo sul mondo abbracciando tematiche teologiche, culturali e concrete per una catechesi di prossimità e di umanizzazione.

La “Restituzione ragionata e di prospettiva dei Convegni regionali” apre allo stile sinodale di ascolto diffuso, nel discernimento comunitario.

Il dinamismo della conoscenza ed esperienza illumina di fede la vita, ecco che la formazione mira a “Pensare secondo Cristo e pensare Cristo attraverso tutte le cose” (San Massimo il Confessore).

 

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Mi curo di te, la sanità nel Salento. Radio Portalecce