Pregnante l’invito dell’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta a cogliere la dimensione individuale e comunitaria delle celebrazioni in onore dei santi patroni.

Considerando la loro testimonianza un insegnamento innovativo nelle scelte e nei comportamenti… Ravvivando il rapporto tra “la memoria viva dei martiri Oronzo, Giusto e Fortunato, con le grandi novità della loro conversione, per cui sono divenuti modelli di vita cambiata dall’accoglienza della Parola, modelli di vita nuova”…
Già, nell’affabile e intenso saluto, il delegato arcivescovile e parroco della cattedrale don Vito Caputo, porgendo ufficialmente gli auguri di compleanno al presule, ha fatto memoria dei santi patroni, proponendo il riferimento a Tertulliano e considerandoli messaggeri di speranza.
Ed il presule ha sottolineato nell’omelia: “questa festa annuale è una risonanza nella Chiesa di oggi di quell’esperienza che ha segnato le loro vite e la storia di questa Chiesa”.
Davvero un evento da non valutare solo, “con atteggiamenti storiografici e scientifici come un fatto del passato, come esperienza viva che ha segnato la storia della nostra comunità”.
Per cui, possiamo davvero gioire nell’avere “illustri padri nella fede, maestri che hanno lasciato una traccia di fede, di vita, di carità incancellabile, alla quale dobbiamo guardare con attenzione… Mentre consideriamo con gratitudine l’esperienza realizzata dai nostri antenati, noi pure, come loro, dobbiamo maturare una fede certa e salda”.
Certo, ne deriva la necessità e l’impegno degli storici di ricercare, soprattutto nei documenti e nelle diverse forme di testimonianza delle tradizioni incise nel cuore della comunità per evidenziare i valori espressi con le scelte religiose e civili di Oronzo, Giusto e Fortunato. Nella consapevolezza che si tratta di fare riferimento ad una vetusta memoria orale, da approfondire seriamente e con cura, in un contesto storico locale di grande penuria di fonti.
E di studiare e vagliare, oltre alle diverse pubblicazioni edite dal Seicento ad oggi, antiche espressioni religiose ed in particolare devozionali, attestate, oltre che nella Biblioteca Innocenziana, negli incartamenti dell’Archivio storico diocesano, impreziosito anche da preziosi manoscritti sulla storia salentina, settantasette pergamene riguardanti gli anni 1589-primo trentennio del ‘900...
E di valutare diverse testimonianze culturali, davvero molto coinvolgenti, come la pregevole ed interessante Mostra fotografica “La Via Oronziana. Sant'Oronzo nelle tradizioni popolari”, realizzata con la sua nota maestria da Arturo Caprioli presso la chiesa della Natività della Vergine detta La Nova a Lecce ...
Si tratta di conoscere ed accogliere il messaggio dei Santi Patroni come insegnamento per un articolato impegno esistenziale come proposto, a più riprese, dall’arcivescovo.

