Ricordare e riproporre la testimonianza di Sant’Oronzo, offerta eroicamente con il martirio duemila anni fa, non costituisce un semplice “guardare al passato, ma sentirsi tutti corresponsabili di una comunità che “guarda al futuro con autentica carità politica, nella gratitudine per la testimonianza dei santi”, ha proposto l’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta nel suo Messaggio alla città (LEGGI).

 

 

 

 

Davvero tanta gente nelle celebrazioni e negli eventi della festa patronale. Che, evidentemente, coinvolge intensamente l’anima e l’identità salentina e pugliese: come non ricordare, a tal proposito, la comune devozione delle Città oronziane o il noto dipinto di Sant’Oronzo, realizzato da Giovanni Andrea Coppola (1597-1659), esposto sull’omonimo altare della Cattedrale di Lecce ed in tante altre chiese pugliesi, considerato significativo riferimento artistico e culturale della cristianità nella regione proprio per le sue importanti radici ecclesiali?

La sentita devozione, infatti, evidenzia in modo comunitario il vivo rapporto tra appartenenza al territorio, tra cultura e religiosità.

In questo contesto, si possono anche ammirare un prezioso manoscritto, Antifonarium Romanum, opera di Paolo Balleonji eseguita nel 1690, diverse Platee settecentesche con grandi raffigurazioni dei possedimenti degli ordini monastici, realizzate con acquarelli, testimonianza della potente influenza dei religiosi nell’ambiente, un Diploma in diritto civile e canonico del 1689… E diversi pregevoli documenti dell’Archivio storico diocesano, che continuano ad offrire vivo godimento nei visitatori, devoti e turisti, presso la Sala delle esposizioni dell’antico seminario di Piazza Duomo.

Invitando, così, ad impreziosire, con un affascinante itinerario storico, la devozione dei Patroni leccesi, espressa con tanti gesti devozionali nelle chiese e nelle case, preghiere popolari ed invocazioni dialettali dinanzi ad immagini esposte nelle case, orante affidamento nei momenti difficili della vita…

Proprio evidente e significativo il rapporto identitario tra cristianità e territorio: ulteriore dimostrazione che la dimensione religiosa ha influenzato la concezione e l'organizzazione della vita sociale, costituendo una componente fondamentale della cultura. Di una specifica cultura del territorio, di una specifica appartenenza alla Terra d’Otranto.

E, quindi, facendo memoria e seminando speranza… 

 

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Mi curo di te, la sanità nel Salento. Radio Portalecce