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Situazione sempre più difficile in Moldavia, non solo per la vicinanza della guerra ed il rischio crescente del coinvolgimento, ma anche per la riduzione della erogazione della energia elettrica e del gas.

 

 

 

Purtroppo, la distruzione in Ucraina delle centrali elettriche da parte delle forze armare russe ha coinvolto anche la Moldavia, che non può più usufruire di quei fornitori.

La capacità di distributiva di energia è ridotta al 30% delle necessità reali del paese, per cui il Governo ha ridotto l’erogazione, stabilendo di accesso alla energia durante il giorno, eliminando quasi totalmente l’illuminazione pubblica serale e notturna, fermando i filobus elettrici, spegnendo le insegne commerciali e pubblicitarie.

Inizia anche la riduzione della energia domestica, anche se è già ferma nei condomini e spazi commerciali, per cui ascensori, scale mobili ed ogni servizio pubblico che ha bisogno di energia è fermo.

“È una situazione difficile - ha commentato don Cesare Lodeserto - che ci preoccupa molto. Abbiamo già acquistato alcuni generatori di corrente per la Casa dei bambini e la mensa per i poveri, almeno per avere l’acqua calda e poter produrre i pasti. Nelle ore serali in città si cammina solo indossando abiti rinfrangenti o portando segnali luminosi”.

Delicata la situazione del gas, perché la guerra ha causato la riduzione dell’arrivo del gas parte della Russia, che ritiene la Moldavia un Paese ostile.

“Ancora non possiamo accendere il riscaldamento, anche se il clima autunnale è già rigoroso, soprattutto nelle ore notturne. Attendiamo gli eventi con fede e deve essere questo il nostro atteggiamento. Un po’ ovunque stiamo chiedendo aiuti per acquistare i generatori, acquistare legna per noi ed anche per le famiglie povere che ci fanno, richiesta”.

Nonostante queste difficoltà, la Fondazione Regina Pacis continua in Moldavia l’attività di accoglienza ed assistenza di migliaia di rifugiati ucraini.

 

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