Il significativo convegno di studi in programma domani e dopodomani (26 e 27 giugno) a Pisciotta, in provincia di Salerno (LEGGI) che vedrà anche la partecipazione dell’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta, ha il merito di riproporre a studiosi ed appassionati la figura di mons. Luigi Pappacoda (1595-1670), il vero protagonista del Seicento leccese.

 

Quella del 20 febbraio è una data oltremodo cara al culto oronziano. Si ricorda infatti la salvezza del Salento del terribile terremoto del 20 febbraio 1743. In quel giorno, un sisma con epicentro nel Canale d'Otranto, a soli 50 km dalla costa e con una magnitudo di 7º grado della scala Richter, venne avvertito nell'intero Mezzogiorno d'Italia e provocò un violento tsunami che si abbattè su entrambe le sponde dell'Adriatico.

 

Riavvolgendo il filo della rievocazione storica non si rispolverano soltanto date, persone o circostanze del passato, ma si disvelano comportamenti sociali e politici che, talvolta, sono stati completamente riveduti e corretti nel corso del tempo oppure si ripetono immutati.

 

Sarà pure poco noto ma i fedeli leccesi non celebravano la memoria di Sant’Oronzo solo nella giornata del 26 agosto. L’antico calendario locale registrava infatti altre tre ricorrenze consacrate al culto del martire.

 

Come da antica tradizione, la giornata del 25 agosto, vigilia della solennità dei Santi Oronzo, Giusto e Fortunato, il vescovo di Lecce, si reca in pellegrinaggio nel luogo dove, secondo la tradizione, Sant’Oronzo ha subito il martirio.

 

Spesso si corre il rischio di passare ignari accanto alla storia. È quello che può capitare al visitatore sbadato della chiesa dell’Ausiliatrice a Turi.

 

 

Forum Famiglie Puglia

 

Mi curo di te, la sanità nel Salento. Radio Portalecce