Tra le opportune integrazioni alla pregevole raccolta documentaria oronziana di mons. Raffaele De Simone1 - ultime quelle del prof. Alessandro Laporta2 - è necessario annoverare un altro cenno ai nostri santi patroni presente nel Notiziario o parte d’istoria di Lecce (XVI sec.).

 

 

 

Sotto l’anno 1230 si legge infatti: «Regnava Federico II Imperadore e perché il Comprobatorio si teneva per la Chiesa e particolarmente guerreggiando col Papa pose lo campo a Lecce e presala la saccheggiò e spianò le case e le mura e così stette finché questo Imperadore concesse il Contado di Lecce a Manfredi suo figlio naturale che poi fu Re. E questo è scritto nella tribuna di S. Oronzo e S. Giusto a lettere greche»3.

Di questa «incontrollata […] informazione trasmessa dal cronista Bernardino Braccio»4, a noi interessa la menzione della «tribuna [spazio soprelevato presso l’abside dove si trovava l’altare maggiore, ndr] di S. Oronzo e S. Giusto» che, indicata senza altra specificazione, pensiamo possa essere quella del tempio principale della città, ossia della cattedrale.

Dal momento che il cronista scriveva oltre tre secoli dopo e che la tribuna della cattedrale era stata ricostruita nel 15175, potrebbe certamente trattarsi di una falsificazione. In tal caso, questa menzione sarebbe la conferma dell’importanza che la devozione verso i due santi martiri aveva acquistato a Lecce intorno alla metà del Cinquecento, come attestato da Iacopo Antonio Ferrari che nell’Apologia paradossica scritta poco dopo il 1570 riporta la prima passio oronziana.

Diversamente, essa attesterebbe come nell’antichità i due santi erano già tra loro associati6 e come il loro culto non era localizzato soltanto a due chiesette fuori della città, ma era centrale.

Il motivo per cui «nessuna fonte leccese del Duecento ci parla di S. Oronzo» sebbene «a questo secolo risalgano […] due documenti [l’epigrafe riportata dall’Infantino secondo cui proprio nel 1230 la cattedrale fu riparata dal vescovo Roberto Vultorico e il Breviarium Lyciense stampato nel 1527, ma risalente a quel periodo, ndr], in cui si sarebbe almeno dovuto accennare al santo, se questi allora fosse stato patrono di Lecce»7, potrebbe essere che in quel periodo il suo culto si era notevolmente affievolito in seguito alla distruzione della città ad opera di Guglielmo il Malo.

Scriveva, infatti, il Ferrari: «Diceva quella antica cronica, la qual io giovine vidi scritta in carta pergamena di lettere longobarde, che quei santissimi corpi [di S. Oronzo e di S. Giusto, ndr], e parimenti di S. Fortunato, e di S. Venera, e di altri santi furono con l’istessa somma reverenza conservati nel maggior Tempio del Signore Iddio fino all’anno della nostra salute 1150, e che al tempo della ruina della Città data dal Re Mal Guglielmo di Sicilia non furono più veduti, o per conto, che ne fussero dal vincitore portati con altri tesori, che ne trasportò, o che fussero da’ Sacerdoti in alcun segreto luogo nascosi, e con la loro morte non si siano più ritrovati»8.

D’altronde, sempre a detta del Braccio, nel 1300 la chiesa di S. Oronzo fuori le mura era “deserta”, ossia poco frequentata o abbandonata9 e alla fine del Cinquecento questa chiesetta e l’altra dedicata a S. Giusto erano in rovina10.

Ed ecco forse perché nella ricostruzione cinquecentesca della tribuna della cattedrale progettata da Colella Teofilato e dipinta da Angelo Patarnello si è perso ogni riferimento ai due santi11 e nella stampa del Breviarium Lyciense ex antiquo ecclesiae ritu nuper correctum et reformatum non compare alcuna festa a loro dedicata12.

Al di là delle congetture, condividiamo la convinzione del prof. Laporta secondo il quale «dal prosieguo dell’indagine potranno scaturire importanti riflessioni e forse qualche novità, a tutto vantaggio del culto»13 ai nostri santi.

 

IL PROGRAMMA DEI PROSSIMI GIORNI

Oggi 19 agosto, alle 20, in cattedrale, la prima delle tre celebrazioni speciali (LEGGI): è la Giornata degli operatori sanitari e degli ammalati. Durante la messa presieduta dall’arcivescovo sarà possibile accostarsi al sacramento dell’Unzione degli infermi.

Domani 20 agosto, alle 20, si celebrerà la Giornata dei giuristi e la concelebrazione eucaristica verrà presieduta dall’arcivescovo Giovanni Ricchiutipresidente di Pax Christi Italia e vescovo emerito di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti.

Venerdì 21 agosto, invece, sempre alle 20, è la Giornata della vita consacrata caratterizzata dalla celebrazione eucaristica e, al termine, dall’adorazione eucaristica all’aperto, in Piazza Duomo con la possibilità di celebrare il sacramento della Riconciliazione. Un buon numero di sacerdoti sarannodisponibili in piazza per le confessioni individuali.

Sabato 22 agosto, alle 21, dopo la messa e le preghiere dell’Undena, sarà la splendida cornice di Piazza Duomo ad ospitare il concerto di evangelizzazione del gruppo Kantiere Kairos.

Nei giorni successivi si entrerà nel vivo della festa di Lecce e dei Leccesi.

 

 

 

 

1 R. De Simone, S. Oronzo nelle fonti letterarie sino alla metà del Seicento, Lecce, Centro di Studi Salentini, 1964.

2 A. Laporta, Schede oronziane, in Tra genti latine e radici greche. Omaggio a Gino Giovanni Chirizzi per i suoi 80 anni, a cura di M. Spedicato, C. Miglietta, Castiglione (Le), Giorgiani Editore, 2024, pp.127-136.

3 Cronache di Lecce, acura di A. Laporta, Lecce, Edizioni del Grifo, 1991, p. 4.

4 M. Paone, La lupa sotto il leccio, Galatina, Editrice Salentina, 1995, p. 226.

5 cfr. I.A. Ferrari, Apologia paradossica, a cura di A. Laporta, Cavallino, Capone, 1977, p. 214.

6 cfr. L. Protopapa, San Giusto: personaggio chiave dell’agiografia oronziana, Lecce, I.T.E.S., 1977.

7 R. De Simone, S. Oronzo nelle fonti letterarie sino alla metà del Seicento, cit., p. 46.

8 I.A. Ferrari, Apologia paradossica, cit., pp. 238-239.

9 cfr. Cronache di Lecce, cit., p. 6.

10 cfr. I.A. Ferrari, Apologia paradossica, cit., p. 238; N. Vacca, Lecce Vecchia: La demolizione di 25 chiese alla fine del ᾿500, in «Rinascenza salentina», V, 1937, p. 83.

11 cfr. G.C. Infantino, Lecce sacra, a cura di M. Cazzato, [Lecce], Edizioni Artwork Cultura, 2022, p. 7.

12 cfr. R. De Simone, S. Oronzo nelle fonti letterarie sino alla metà del Seicento, cit., p. 56.

13 A. Laporta, Schede oronziane, in Tra genti latine e radici greche, cit., p. 127.

 

 

 

 

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