(10-continua) Il 16 novembre del 1965 un gruppo di Padri conciliari decisero di incontrarsi presso le Catacombe della basilica di Santa Domitilla, in Roma, luogo simbolico del cristianesimo nascente, dove erano conservati i resti dei primi martiri della fede.

E lì, durante la concelebrazione, fu apposta una firma e siglato un “patto”: quello delle Catacombe di Domitilla: 57 vescovi provenienti da 15 paesi diversi, la maggior parte dall’America latina, dieci dall’Europa, l'unico italiano Luigi Bettazzi. Il “patto” fu consegnato per iscritto a tutti i padri conciliari il 7 dicembre, vigilia della conclusione del Concilio, e il documento fu portato personalmente dal Card. Lercaro a Paolo VI.
Definito come “il testamento segreto” del concilio, segreto perché non se n’è saputo quasi nulla per mezzo secolo, nonostante, l’autorevole quotidiano francese Le Monde, l’8 dicembre del 1965, giorno di chiusura del concilio, ne avesse dato notizia, il “patto”, che metteva i poveri al centro della chiesa e della evangelizzazione, ha come ispiratore il card. Lercaro.
Tredici punti, un condensato rivoluzionario: "cercheremo di vivere come vive la nostra popolazione per quanto riguarda l'abitazione, l'alimentazione i mezzi di locomozione… rinunziamo all'apparenza e alla realtà della ricchezza, specie negli abiti, nelle insegne di materia preziosa... non possederemo beni immobili, né mobili, né conto in banca... rifiutiamo di essere chiamati con nomi o titoli che significano grandezza e potere (eminenza, eccellenza, monsignore), eviteremo conferimento di privilegi, priorità, opereremo in modo che i responsabili del nostro governo... attuino leggi... necessarie alla giustizia, all'uguaglianza..., ci impegniamo a richiedere, insieme agli organismi internazionali, l'adozione di strutture economiche e culturali che non fabbrichino più nazioni proletarie...".
Paolo VI di quella pagina conciliare e del tema che proponeva ne subì sicuramente il contagio: già il 13 dicembre del 1964 aveva rinunciato alla tiara con il triregno, il 12 settembre del 1965 si era recato alle Catacombe di Santa Domitilla per celebrare una liturgia in quel luogo simbolico e, successivamente, nella Pasqua del 1967, pubblicò l’enciclica Populorum progressio dove in alcuni punti era chiaro il riferimento e l’influenza del “patto delle catacombe”.
Di questo documento negli scritti di don Tonino non c’è mai un riferimento per cui possiamo dire che l’amato pastore non ne avesse conoscenza. Ma questo è un punto paradossalmente a suo favore: pur non avendo mai letto queste pagine del Concilio, don Tonino con il suo stile e con la sua testimonianza lo ha vissuto, incarnato, proposto, suscitando reazioni opposte e comunque sempre tanta discussione e tanto clamore. Questo è stato un progetto di vita del Venerabile e ciò testimonia quanto Tonino Bello avesse fatto suo il concilio fino ai documenti più segreti: i poveri furono infatti sempre il primo riferimento della sua vita. Della povertà si innamorò e questo amore lo propose a tutti (amate i poveri, diceva, ma amate anche la povertà!), morì senza avere mai avuto un conto in banca, croce e pastorale in legno di ulivo, sempre accogliente verso tutti, testimone del dialogo, condivise la sua vita con il suo popolo, sognò di abitare in un condominio (l'episcopio, disse, è tanto grande da starmi stretto!). E il Concilio, Tonino Bello lo aveva dentro sin dai primi anni della sua formazione tant'è che ancora molto giovane, era il 1968, quando, con sua somma meraviglia, ricevette la nomina a monsignore. Appresa la notizia, così scrisse al suo vescovo: “… data la mia età, il mio stile, la penuria di meriti, sono pienamente convinto della inadeguatezza a tale onore. Convinzione che non nasce certo da umiltà; se mai, da un residuo di superbia mal repressa, che mi fa paventare il sorriso degli altri i quali percepiranno senza dubbio la dissonanza tra il titolo e la mia persona”. Non volle far sapere a nessuno di questa nomina e continuò a farsi chiamare da tutti don Tonino. Per sempre! (continua)
*presidente della Fondazione “don Tonino Bello”

