Era il giorno di Pasqua del 1940 quando il cinquantottenne, vescovo cattolico Fulton John Sheen celebra la prima messa in televisione.

 

 

 

 

Iniziava i suoi interventi, alla radio e alla tv NBC. Con una sorprendente battuta: “è ora di tributare il dovuto omaggio ai miei quattro autori: Matteo, Marco, Luca e Giovanni”.

Il suo impegno televisivo prosegui con vari format fino agli anni ‘70, con uno show che intrattenne trenta milioni di spettatori.

A quasi mezzo secolo dalla sua morte (1979) verrà beatificato dalla Chiesa di Roma nel prossimo mese di settembre. Il futuro beato incarna la storia della radio, negli anni Trenta e Quaranta e l’esplosione della televisione, negli anni Cinquanta e Sessanta, negli Usa.

Il vescovo Sheen, in tenuta episcopale, attrae il pubblico con le storie, le gag e le risate del pubblico in studio, con l’ampia grafia che riempie la lavagna. Gli omaggi agli aiutanti dietro le quinte, che egli chiama “gli angeli”.

Spesso scuote il pubblico, come quando racconta l’episodio di Gesù davanti all’adultera e pronuncia solenne la domanda “Dove sono quelli che ti accusano?”, l’asserzione “Nemmeno io ti accuso” e il congedo: “Go, sin non more”.

Sheen accompagna il cattolicesimo americano in una nuova era, che passa dai “paisà” al presidente Kennedy, primo cattolico alla Casa Bianca.

I cattolici si affrancano, mentre si americanizzano e Shee, per certi versi antesignano dei telepredicatori, diventa veicolo di un nuovo cattolicesimo.

Facendo parlare gli “autori”, Matteo, Marco, Luca e Giovanni aiuta il cattolicesimo ad abbandonare la polemica antiprotestante ed antisemita, quando nella Roma preconciliare la Scrittura era ancora tabù; che sostiene la libertà religiosa e la separazione tra Stato e Chiesa, che abbraccia il consumismo e il capitalismo.

Sheen rappresenta un cattolicesimo ormai in grado di abbracciare una generica moralità americana e di incarnare il progetto inclusivo degli Usa, capace di mostrare un “volto rassicurante, che parla all’America della Guerra Fredda”.

La sua resistenza alle convenzioni della modernità e la sua sintonia con la società secolarizzata si fondevano, in un tempo di prosperità economica, che rendeva “più semplice portare il cattolicesimo nella cultura americana”.

Se “il mezzo è il messaggio”, come affermava proprio in quel momento Marshall McLuhan, il genio dei media e l’evangelista dei consumatori sono una cosa sola.

Per particolare coincidenza, la beatificazione del prossimo settembre interroga sul senso di quella stagione per l’America di oggi, che si rispecchia nel primo Papa degli Usa.

Oggi quel Paese è straordinariamente diviso e la Chiesa Cattolica è spinta verso destra dalla radicalizzazione antireligiosa della sinistra.

Sheen, a suo modo, riuniva e mobilitava, mentre la faziosità dei suoi successori divide e paralizza. Nell’ottobre 1979, Giovanni Paolo II aveva abbracciato Sheen nella cattedrale di St. Patrick a New York: due mesi dopo, ad 84 anni, sarebbe morto.

Si racconta che un giorno a Philadelphia chiese ad un giovane indicazioni sul municipio, dove doveva tenere una conferenza su “La strada verso il Paradiso” e lo invitò a partecipare, ma il giovane gli replicò “ma se non sa neppure trovare la strada per il municipio!”.

 

 

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