Settimane fa, una missione spaziale ha riportato sulla terra molecole organiche, essenziali alla vita, tra cui diversi amminoacidi che confermano l’origine della vita sulla terra.

Nel secolo scorso si parlava del “brodo primordiale” ed ora quell’ipotesi ritorna, ma ciò che mancava, e ancora manca, è la scintilla che dà origine alla vita. I mattoncini della vita li abbiamo trovati anche sulle comete, ma ancora c’è molta strada da fare, anche se l’ipotesi che gli amminoacidi possano venire dallo spazio si è rafforzata.
Noi esseri umani abbiamo un punto di vista particolare, per il fatto di essere qui e adesso. L’evoluzione non è un processo puramente casuale, ma guidato dalla selezione naturale, che favorisce le varianti più adatte all’ambiente, che accumula conoscenze e che ne fa uso.
L’affermazione secondo la quale “natura non facit saltus”, da un certo punto di vista, può essere messa in discussione, se pensiamo ad un piano diverso; in un altro pianeta, ad esempio.
Con buona pace di quelli che vogliono andare su Marte, abbiamo comunque una certezza: noi su Marte non potremmo vivere.
Potremmo però trovare pianeti rocciosi come la terra, attorno ad altre stelle, con un’atmosfera simile a quella terrestre.
La spettroscopia rappresenta una sfida per il futuro: potrebbe farci scoprire gli “alieni”.
Nella storia abbiamo avuto l’esempio di Padre Matteo Ricci, un gesuita che alla fine del ‘500 va in Cina. Per i suoi contemporanei, quelli erano “alieni”. Ma lui impara il mandarino, diventa come loro ed ha un grande successo personale: se ne parla ancora oggi laggiù!
Gli esseri viventi sono tra le cose più interessanti del creato e lo studio dei suoi organismi e dei suoi componenti principali rappresenta un’attrattiva per gli appassionati della natura. Il tratto fondamentale è il continuo movimento, che appare spontaneo, ma che è continuamente controllato.
L’uomo ha cercato sempre di comprendere il nocciolo di questi fenomeni, come conferma la stessa parola “animale”, che deriva da “anima”, cioè un regolatore ferreo di tutto questo processo. La nostra natura biologica è scritta con un alfabeto che contiene pochi caratteri e la sua chiave di lettura è uguale per tutti gli organismi.
Verso la metà del secolo scorso abbiamo scoperto il Dna, che rappresenta lo spartito del concerto della vita. In ogni secondo della vita di un organismo c’è qualche molecola di Rna al lavoro.
Da qui nasce una medicina superpotenziata, come è accaduto nella scoperta dei vaccini per il Covid, ma, nello stesso tempo, nessuno può dirci dove arriveremo. E qui sta il bello della ricerca scientifica.

