Nel cuore delle celebrazioni per la Festa di San Filippo Smaldone (LEGGI), il santuario diocesano di Lecce a lui intitolato, ospita stasera, 2 giugno, un appuntamento di alta spiritualità musicale: il concerto della Messa da Requiem n. 2 in re min. di Giovanni Simone Mayr (1763-1845).

Il programma prevede l’integrale delle parti liturgiche. La Messa da Requiem n. 2 in re minore è scritta per tre voci dispari, violone obbligato e basso continuo con la revisione a cura di Giuseppe Pedemonti. L’opera attraversa tutte le parti del rito funebre: Requiem aeternam, Kyrie eleison, Dies Irae, Domine Jesu Christe, Sanctus, Benedictus, Agnus Dei, Lux aeterna, Libera me domine., con un impianto musicale che alterna momenti di tensione drammatica ad altri di profonda contemplazione.
Protagonista il Coro “Valle della Cupa”, accompagnato all’organo da Davide Rausa e diretto da Biagio Putignano.
Giovanni Simone Mayr fu un compositore tedesco naturalizzato italiano, tra le figure più influenti della musica sacra e operistica tra Sette e Ottocento. Maestro di Gaetano Donizetti, nel 1802 il Mayr venne chiamato a Bergamo in qualità di maestro della Cappella musicale di Santa Maria Maggiore, in virtù del fatto che era uno dei compositori più in vista del momento. Diverse città gli offrirono la direzione delle loro principali istituzioni musicali: Parigi, con Napoleone (1805); San Pietroburgo, Londra, Lisbona (tutte nel 1807) e Dresda (1808), Milano (1808), le direzioni dei conservatori di Bologna (1825), e Roma (1816), la direzione della Cappella di San Pietro.
Cultore del canto gregoriano, fu tra i primi a sollecitare una nuova musica per la liturgia cattolica, lontana dall’imitazione teatrale allora imperante, in linea con i principi che verranno promulgati dal Motu proprio di San Pio X.
Il Requiem è una pagina composta secondo questi nuovi indirizzi estetici, con l’alternanza dei versetti gregoriani nel Dies Irae, modello per la successiva produzione corale dei compositori del movimento ceciliano (Perosi, Tebaldini, Refice, Magri ecc.).
Il Coro “Valle della Cupa” è un gruppo aperto di cantori accomunati dalla passione per la musica corale e dall’impegno a favore della diffusione della cultura musicale nella società. Una realtà totalmente autonoma e autogestita, frutto della dedizione di ogni singolo componente a favore della collettività.
Sin dalla sua costituzione, il gruppo è curato da Biagio Putignano, convinto propugnatore dell’unione dell’impegno civico per la trasmissione della cultura e della riscoperta e valorizzazione nel tessuto sociale del repertorio musicale storico meno conosciuto.
Proprio del compositore don Pietro Magri, maestro di cappella del duomo di Lecce dal 1910 al 1920, il Coro “Valle della Cupa” ha recuperato ed eseguito diverse composizioni sacre tra le quali anche l'Inno per il Congresso eucaristico diocesano di Lecce del 1925, su testi del gesuita Padre Francesco Piscopo.
Il concerto si inserisce nella novena in onore di San Filippo Smaldone che terminerà domani 3 giugno nel culmine delle celebrazioni. È prevista, infatti, l’adorazione eucaristica nella memoria del Beato transito, guidata dal Servizio diocesano di pastorale giovanile e vocazionale e presieduta dall’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta; e giovedì 4 giugno, giorno della solennità di San Filippo Smaldone, con la solenne celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo emerito di Lecce, Michele Seccia. Alla celebrazione prenderanno parte le religiose smaldoniane, i laici smaldoniani e la comunità dei sordi, con servizio di interpretariato Lis per garantire piena inclusione e partecipazione.
Per consentire la partecipazione anche a distanza, le celebrazioni del triduo saranno trasmesse in diretta streaming sulle pagine Facebook e YouTube del santuario.



