Venerdì scorso, presso il Centro di spiritualità San Filippo Smaldone a Lecce, si è svolta una interessante Conferenza aperta al pubblico dal titolo: “Intelligenza artificiale, capire, scegliere, governare. Un invito a pensare credere e agire con cuore umano nel tempo dell’intelligenza artificiale”.

 

 

Relatori ospiti sono stati: don Mauro Carlino, parroco di Santa Croce in Lecce, Alessio Aresta, ingegnere meccatronico e Daniele Chezzi, accolito e docente di scuola secondaria di secondo grado.

La serata è stata introdotta dalle Suore Salesiane dei Sacri Cuori, la congregazione fondata da San Filippo Smaldone, che hanno presentato la storia del santuario e la figura spirituale e religiosa del Fondatore e del Centro di spiritualità a lui intitolato, impegnato nella ricerca di soluzioni cristiane alle complesse problematiche della società contemporanea. La relazione introduttiva sull’ intelligenza artificiale (AI) è stata presentata, da Alessio Aresta che ha parlato per più di un’ora presentando tutti i vari e complessi aspetti tecnici del problema. Ha spiegato che l’intelligenza artificiale è un campo dell’informatica che si occupa di creare macchine in grado di eseguire compiti che normalmente sono eseguiti dall’uomo e di simulare capacità umane come ad esempio imparare, ragionare, risolvere problemi e prendere decisioni, mediante analisi di grandi quantità di dati introdotti, per trovare soluzioni a problemi sanitari tecnico-scientifici ed economici-finanziari.

Don Mauro Carlino, che ha parlato in modo semplice ma chiaro degli aspetti etici dell’intelligenza artificiale criticando l'ottimismo con cui viene presentata sui mass-media e sottolineando le differenze fondamentali tra la mente umana e i sistemi basati su machine learning (ML) apprendimento automatico tipici dell’intelligenza artificiale. Don Carlino ha sottolineato, infine, che i moderni sistemi di intelligenza artificiale, pur impressionanti per  loro potenti capacità di calcolo e funzionamento, mancano però della vera comprensione e del ragionamento causale tipici dell'intelligenza umana, evidenziando così la superficialità delle chatbot (software progettato per simulare conversazioni umane, scritte o parlate tipici dell’AI)  con  i loro limiti etici, considerandoli strumenti che imitano il linguaggio umano senza realmente comprenderlo. La sua posizione invita a una riflessione più profonda sulle implicazioni morali dell'Intelligenza Artificiale nella società contemporanea, mettendo in discussione l'idea che le macchine possano sostituire il pensiero dell’uomo nei processi decisionali complessi. Questa visione critica rappresenta un importante contrappunto al determinismo ottimistico tecnologico e all'entusiasmo acritico verso l'intelligenza artificiale, richiamando l'attenzione sulla necessità di un approccio più cauto e riflessivo.

In conclusione, Daniele Chezzi ha spiegato come l'intelligenza artificiale sta rivoluzionando i pilastri fondamentali della nostra società. Nel campo dell'educazione, l'intelligenza artificiale permette di personalizzare i percorsi formativi adattandoli allo stile di apprendimento di ogni studente, migliorare l'accesso alle informazioni e supportare gli studenti nella verifica e miglioramento del loro lavoro.

Una serata interessante che ha arricchito i percorsi formati e spirituali di tutti i partecipanti.

 

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