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Al secolo Giuseppe Desa, nato a Copertino il 17 giugno 1603, sesto di una famiglia poverissima non aveva potuto ricevere alcuna istruzione né aveva potuto leggere libri né avere scritto qualche suo pensiero.

Designato protettore degli studenti, questi un tempo, durante gli esami di terza media, facevano affidamento a San Giuseppe da Copertino forse perché fu ritenuto tradizionalmente tardo d’ingegno e, si racconta, quando fu ordinato diacono, fu interrogato sull’unica paginetta che aveva imparato a memoria e fu ammesso al sacerdozio perché il Vescovo interrogante, trovando ben preparati i primi esaminandi, dispensò anche gli altri, tra i quali vi era fra’ Giuseppe.

Per un dono straordinario del Signore, nei momenti di estasi e dei rapimenti prodigiosi che accadevano dinanzi all’immagine della Madonna Immacolata, si librava nell’aria come un qualsiasi pennuto e rimaneva sospeso tra terra e cielo per molto tempo, con le mani congiunte e la tonaca svolazzante, così come lo vediamo raffigurato in molte immagini che lo riguardano. Per questa sua caratteristica è stato assunto a patrono dell’aviazione americana ed è meglio conosciuto come il “santo dei voli”.

Per approfondimenti: R. Barletta, Quale santo invocare, Grifo, Lecce, 2011.

 

Scuola Diocesana di formazione teologica