Catania si prepara a vivere domani il momento culminante del IX centenario del ritorno in patria da Costantinopoli delle reliquie di Sant’Agata, avvenuto il 17 agosto 1126.

 

 

A guidare la Chiesa etnea è il pugliese mons. Luigi Renna, arcivescovo metropolita di Catania, particolarmente vicino anche alla comunità ecclesiale leccese e salentina.

Le celebrazioni entrano nel vivo oggi 16 agosto, quando le reliquie raggiungeranno Aci Castello, rievocando simbolicamente il ritorno dal mare, con la veglia presieduta dal card. Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano e Legato pontificio di Leone XIV per le celebrazioni giubilari agatine.

All’alba di domani 17 agosto il ritorno di Sant’Agata a Catania sarà accompagnato da un grande pellegrinaggio, con inizio alle 5. In Piazza Duomo, alle 7, mons. Renna riporrà le reliquie nel reliquiario e nello scrigno, prima della solenne incoronazione del busto da parte del card. Parolin e del canto del Te Deum. Alle 20 sarà ancora il Legato del Papa a presiedere il solenne pontificale, alla presenza dei vescovi siciliani e delle diocesi storicamente legate al culto agatino.

Un grande evento destinato alla storia anche per il complesso restauro del busto reliquiario, promosso proprio dall’arcivescovo Renna. Il capolavoro trecentesco in argento dorato, commissionato nel 1376 all’orafo Giovanni di Bartolo, è stato restaurato direttamente nel Palazzo Arcivescovile dalle maestranze dei Musei Vaticani, evitando così i rischi di un trasferimento. Preceduto da indagini diagnostiche, l’intervento ha interessato metalli, smalti e apparato decorativo. Gli ex voto accumulati nei secoli - collane, pendenti, perle, spille e medaglioni - sono stati rimossi, catalogati e riposizionati in sicurezza. È stata inoltre realizzata una replica tridimensionale del busto destinata alla fruizione tattile dei fedeli non vedenti. Restaurato anche il prezioso Velo di Sant’Agata. Il cranio della martire, eccezionalmente estratto durante i lavori, tornerà nella sua preziosa sede proprio domani, giorno del IX centenario, per le mani del presule di Catania, mons. Luigi Renna.

Un Giubileo che parla anche pugliese. Nei giorni scorsi Gallipoli e la diocesi di Nardò-Gallipoli ne hanno vissuto una delle tappe più significative. Mons. Renna e il Capitolo della Cattedrale di Catania hanno accolto la richiesta del vescovo mons. Fernando Filograna, consentendo l’arrivo di insigni reliquie della santa. L’8 agosto scorso, anniversario nel quale la tradizione gallipolina colloca il ritrovamento della reliquia della mammella nel 1126, celebrazioni religiose, momenti istituzionali e iniziative culturali hanno solennizzato il gemellaggio tra Gallipoli e Catania.

Tra gli appuntamenti, il 5 agosto, nella basilica concattedrale, è stata presentata la ristampa anastatica de La congettura sull’approdo delle reliquie di Sant’Agata Vergine e Martire a Gallipoli, rarissimo testo del sacerdote catanese Giovanni Battista Grossi, stampato a Lecce nel 1656 e riproposto con traduzione e apparato introduttivo a cura di Elio Pindinelli e Mario Cazzato, per i tipi di Prospettive Editore ed Edizioni ArtWork Cultura. Un documento significativo per ricostruire le radici storiche della tradizione gallipolina sull’approdo e sul ritrovamento della reliquia.

In questo percorso di valorizzazione si inserisce anche ArtEcclesiae, esperienza nata sull’esempio delle attività presenti a Lecce e Bari e oggi operativa anche a Catania attraverso AR.CA. In collaborazione con le realtà diocesane e parrocchiali coinvolte, ArtEcclesiae promuove una modalità di fruizione capace di coniugare patrimonio religioso, ricerca storica, accoglienza e valorizzazione culturale.

Fino al 31 agosto, infine, tutti i giorni dalle 18 alle 21, il Teatro Garibaldi di Gallipoli ospita l’installazione fotografica di Fabrizio Villa “Sant’Agata. Tra emozione e identità”. Promossa nell’ambito del gemellaggio, l’iniziativa vede l’impegno di ArtWork e AR.CA, con la collaborazione della delegazione FAI del Salento Jonico e il patrocinio della Città di Gallipoli: un ulteriore segno di quel ponte di fede, storia e cultura che, a nove secoli di distanza, continua a unire Catania e Gallipoli, la Sicilia e il Salento.

 

 

 

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