Sette beati saranno canonizzati oggi 19 ottobre da Papa Leone XIV, fra loro il pugliese di Latiano, Bartolo Longo.

Il postulatore ieri ne ha presentato nella sala stampa della Santa Sede la figura, il carisma, la spiritualità e le opere, sottolineandone il significato per la Chiesa contemporanea
Bartolo Longo “fu educato nella fede - ha spiegato il postulatore, il redentorista Padre Antonio Marrazzo -, poi andò a Napoli per completare gli studi di Giurisprudenza e si dedicò a tutt’altro, tra le altre cose, alle sette sataniche. Ma uno dei suoi docenti gli disse un giorno: ‘Tu non sei questo. Questa non è la verità su di te. Quello che tu cerchi, il tuo tormento interiore, non va ricercato in quello che stai vivendo ora’”. Intraprendendo finalmente il suo cammino di fede il Beato Longo comprende che “la via migliore per arrivare a Dio è il rosario alla Madonna”.
Il fatto che sia un laico e non un sacerdote lo renderà vicino a molti fedeli. “Accompagnato dalla presenza della Madonna e dalla devozione del Rosario, che è una preghiera cristologica - prosegue il padre redentorista - non ha solo dato vita al santuario di Pompei, ma ha costruito la stessa città di Pompei, perché per costruire la chiesa trasformò i contadini della zona in muratori, ai quali diede un alloggio. Così sono nati gli ospedali, le farmacie e le scuole. Si è preso cura dei bambini dei carcerati e di quelli abbandonati”.
Il santuario di Pompei è stato dunque il seme da cui sono fiorite tante realtà sociali destinate ai più poveri. “Ciò che possiamo capire dal Beato Bartolo è che non si può avere un rapporto con Dio senza essere in armonia con le altre persone”, ha concluso Padre Marrazzo.

