Si chiamava Oreste, il piccolo cane che viene raffigurato accanto a San Rocco e secondo la storia che ci viene tramandata, molto probabilmente si trattava di un bastardino bianco.

 

 


Rocco lo aveva incontrato nei pressi del castello di Gottardo e il piccolo cane gli si avvicinò subito, scodinzolando come se lo avesse da sempre conosciuto, attratto dal penzolare dalla veste di San Rocco di una conchiglia che egli usava per abbeverarsi. La peste iniziava a diffondersi sempre di più e San Rocco, prodigo a salvare vite umane, poteva contare sull’aiuto di Oreste, infatti il cagnolino, non lo lascerà mai più solo, aiutandolo a servire i malati e gli appestati. Si procurava un tozzo di pane e riempiva le conchiglie di Rocco del fiume per rifocillare chi era stato colpito dalla pestilenza.
Un giorno però, il cagnolino portò il tozzo di pane nel bosco, sparendo. Si scoprì molto più tardi che portava il pane in una radura, dove giaceva il suo amico Rocco, malato di peste. San Rocco era ormai agonizzante e il piccolo Oreste lo confortava portandogli un po’ di pane e avvicinandoli alle labbra, la conchiglia piena d’acqua che premurosamente riempiva da un fiume.
Un brutto giorno, durante un temporale, un ramo si spezzò e colpì la zampa di Oreste spezzandogliela; troverà la forza di trascinarsi fino a Rocco anch’egli moribondo.
Qualche ora più tardi Rocco chiuderà gli occhi nel sonno eterno a cui tanto aspirava, il santo che era in terra abbracciava finalmente il Padre che tanto in vita aveva servito, Oreste non poté fare altro che addormentarsi sul petto del suo fedele compagno, morirà anche lui poco più tardi. Abbracciati, sereni: la loro vita era stata dedicata interamente agli altri, la serenità di chi aveva servito il Signore fatto uomo negli ultimi era impressa nel loro volto e accanto a loro, un tozzo di pane, l’ultimo ma allo stesso tempo quello che avrebbe per sempre segnato la storia di Rocco e del suo fedele cagnolino. Quel pezzo di pane tra i denti, viene raffigurato in tutto il mondo, al fianco del suo santo padrone.

 

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Mi curo di te, la sanità nel Salento. Radio Portalecce