Quando ormai il tempo della prima metà estiva tocca e fa scoccare le lancette dell’orologio, sui riflessi del nostro mare e di quei tramonti che hanno il sapore della storia e della fede, la festa di Santa Cristina a Gallipoli diviene fulcro di devozione e santità.

Santa Cristina, infatti, è una di quelle tante sante del Salento che fanno di questa terra esempio di casta gioventù, bellezza e santità. Basta guardare in volto il simulacro in cartapesta del De Lucrezi venerato a Gallipoli, per riscoprire l’adorabile giovinezza e la casta santità di Cristina, giovane ragazza vissuta tra il III e il IV secolo e martirizzata sotto Diocleziano, poiché professava la sua fede cristiana.
Gli furono sottoposti numerosi tentativi di martirio ma grazie all’aiuto degli angeli e della forte fede, la sua vita venne resa salva molte volte, dall’olio bollente alle fiamme, a un tentativo di annegamento nel lago di Bolsena fino a quando non spirò, sotto numerosi colpi di freccia.
Forse è la sua solare bellezza, la sua storia così affascinante e così misteriosa degna delle più belle e intriganti racconti salentini che ha portato il suo culto nella città bella, la kalè polis del Salento. Santa Cristina difatti, è venerata con sentita devozione a Gallipoli e la storia vuole che nel 1867, liberò la città dal colera che aveva causato in pochi mesi centinaia di morti.
Una curiosa tradizione, avvolge il simulacro sopra citato che è venerato nella chiesa della Purità a Gallipoli: ai piedi della statua c’è un cagnolino che, secondo il racconto, diede il primo segno dell'intervento della patrona nell'epidemia di colera: secondo la devozione popolare, l'animale scomparve improvvisamente dalla base della statua con il diffondersi della malattia in città e vi ricomparve alla miracolosa cessazione della pestilenza.
Cristina dunque, avvolta da un’aria di santità, è una di quelle figure belle alla quale, se ci si ritrova di fronte, non si può far altro che rimanere estasiati, innamorati, quasi rapiti da una struggente bellezza che delle mani umane non hanno potuto scolpire; come abbia fatto Achille De Lucrezi a modellare in modo quasi mistico quei fogli di carta forse non lo sapremo mai, certo è che il volto di Santa Cristina, quando in processione nelle strade della sua città incontra il caldo sole del versante ionico del Salento, rifulge di quella luce che solo gli antichi hanno saputo pregustare e vivere a pieno. Una luce che racconta, parla di storie, volti, momenti della nostra terra, una luce che incontra la bellezza materiale e immateriale, una bellezza riflessa in un simulacro ma che nei cieli è saldamente scritta e visibile.
Cristina è una delle donne del Salento che illuminano questa terra con l’aureola della santità e la palma del martirio, è donna giovane, bella, santa, una donna che fonde e confonde il suo essere con tante di quelle ragazze che nel corso dei secoli, hanno abitato la nostra terra, e che supplici, si sono avvicendate sotto i suoi piedi: una grazia, una riflessione, uno sfogo, poi la preghiera di un marinaio, di un contadino, di un marito o un padre, la supplica di una famiglia, di alcuni anziani e di alcuni bambini… gli occhi bagnati dall’emozione non cambieranno mai, e con loro il Salento, le sue tradizioni e i suoi Santi resteranno fermi e immobili perché è giusto che a volte le cose si fermino e non vengano travolte dal progresso. La bellezza non può, non deve cambiare e quella luce che trafigge il volto dei tanti supplici e devoti a Santa Cristina, incontrerà per sempre il volto della Santa, non c’è tempo e non c’è spazio, non c’è misura che contenga la devozione di un popolo, la storia e l’amore verso quei Santi che a volte non sono solo delle divinità a cui rivolgersi, ma degli amici, degli esempi.
Il sole è calato, i volti sembrano essere un po’ più spenti ma dolcemente trafitti dall’ora del sacrificio e della perfetta conoscenza del vero, l’ora della grazia sembra essere finita ma è un’illusione: un occhio cadrà sempre su quelle mani legate ad un tronco e a quel viso supplice che cerca aiuto e perdono nel cielo: sono i giorni della Santa dei Gallipolini, Cristina bella e forte come il vento d’estate!
Foto da “Oltre L’Obiettivo - Francesco Vallarella”.



