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Il bistrattato corvo, dialettale craulu/i è portatore di significati simbolici e mitologici; purtroppo il suo colore nero lo ha reso negletto ai più.

 

 

Tra le sue caratteristiche principali, oltre alla voce gracchiante, figura quella di costruire il nido più in alto possibile per ragioni di sicurezza così che possa osservare la zona dall’alto e trovare il suo cibo preferito. Vivendo in gruppo i corvi si aiutano l’uno con l’altro e difficilmente si uccidono tra di loro. Purtroppo rubano il cibo agli altri uccelli.

Il modo diverso di volare preannuncia pioggia o cambiamento del tempo: quandu fiscanu li crauli e’ segnu ca olenu acqua, quando cantano i corvi è segno che vogliono acqua ossia che la pioggia è vicina.

Si dice popolarmente: niuru comu nnu crau, nero come il corvo; se tutti gli aceddhri canusciane u crau, se tutti gli uccelli conoscessero il corvo.

Per approfondire:

R. Barletta, Cane nu mangia cane. Bestiario popolare salentino, Edizioni Grifo, 2013.

                                                                 

 

Scuola Diocesana di formazione teologica

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