0
0
0
s2sdefault

Hanno lavorato anche al buio. E sotto la pioggia di questi ultimi giorni: alla fine ce l’hanno fatta. Domani sera alle 19, grazie all’infaticabilità e alla passione dei maestri della ditta di Giovanni Serafino di Merine guidati dal progettista geom. Pierluigi Lala, il presepe di Piazza Duomo verrà inaugurato.

All’evento cui - come già avvenuto lo scorso anno - parteciperà tanta gente, saranno presenti il sindaco Carlo Salvemini con l’amministrazione comunale e l’arcivescovo Michele Seccia.

Com’è noto, il paesaggio riprende i temi della campagna salentina: ambiente rurale con piantagioni tipiche del territorio leccese. La novità è nella natività che quest’anno verrà ospitata nella riproduzione dell’Arcu te pratu, luogo caratteristico del centro storico e tanto caro ai leccesi tanto da rientrare anche tra le rime di alcune canzoni popolari note in città.

“L'Arco di Prato - riferisce il Fai nel sito ufficiale -, nell'omonima piazzetta, prende il nome da Fra Leonardo Prato, un illustre capitano dell'Ordine dei Cavalieri Gerosolimitani, vissuto tra il XV e il XVI secolo, la cui nobile famiglia era di origine leccese. Egli si distinse nel 1479 a Rodi, nella battaglia contro i turchi e intervenne proficuamente qualche anno dopo nel patteggiamento delle condizioni della pace con il Pascià”.

“Il Palazzo Prato, a cui si accedeva dopo aver attraversato la breve galleria - prosegue il Fai -, fu costruito secondo canoni dell'architettura militare: monumentale nelle proporzioni e essenziale nell'aspetto. Il monumento deve la sua notorietà ad un aneddoto della storia locale: nel 1797 il re Ferdinando IV di Borbone era in visita a Lecce in occasione delle nozze del principe ereditario Francesco con Maria Clementina d’Asburgo. Il sindaco di Lecce Oronzo Giosuè Mansi, in giro per la città con il Borbone, indicò al Sovrano l’Arco quale esempio di bellezza architettonica, ma il Re rispose in malo modo, manifestando il proprio disinteresse. Da quel momento a Lecce, per manifestare disinteresse nei confronti di qualcosa o qualcuno, si usa eufemisticamente l’espressione: Arcu te Pratu”.

Da altre fonti si apprende pure che “Leonardo Prato aveva ottenuto dal sovrano Carlo V una speciale concessione: chiunque passava sotto l'arco non poteva essere arrestato”. Non è proprio così difficile tentare qualche analogia con alcuni simbolismi della religione cristiana ma anche con l’attualità. L’Arco di Prato, una sorta di zona franca in Piazza Duomo nella quale quest’anno a Lecce vorrà nascere il Salvatore.

 

 

 

Forum Famiglie Puglia