Avvolte dal silenzio e dal sole tiepido primaverile sferzato dal vento inquieto, il quartiere delle “Giravolte” a Lecce è nel cuore del centro storico attorno a Via delle Giravolte che collega Vico del Pitaccio a Santa Maria del Paradiso.

Un labirinto di pensieri in un labirinto di stradine. Le corti erano un tempo piccole città autogestite: Isola piattaia, Piazza Tancredi Carmine, Corte Memoli, Corte Anibaldi, Corte cappella Giorgio Balieri, Via figuli Corte Longa, Piazzetta Giravolte. Tante le edicole votive (come l’edicola dell’Immacolata, quella di Sant'Antonio) rimaste a simboleggiare una fede popolare che ancora rivendica la sua umanità, i tabernacoli. Rudiae e Lupiae unite dalla Via di Malennio con le tante le forme di dialetto. Rusciani/u, discendenti di Rudiae (leccesi che parlano il dialetto volgare della città Li “rusciani o quiddhi de Lu Pettaci”). “Sciate sulagne culle cazzature cupe te le traine” ad indicare strade solitarie con le carreggiate profonde per il continuo passaggio dei traini.
Nell'esplorazione dei vicoli il Convento dei Domenicani, la chiesa San Giovanni Aymo, Via Santa Maria del Paradiso, l’isolario parrocchiale del Vescovato, Palazzo De Simone, Palazzo Verardi che sorgeva nell'incrocata, crocevia della città medioevale: qui vi erano cisterne depositi per i granai (strada trappetu dellu Barba).
Nel giardino del Conservatorio di Sant'Anna (1764) il Ficus magnolioides gigante, monumentale albero secolare di quasi 500 anni di vita. L’epigrafe “Qui sine labe tutus “che richiama alla vita riservata e senza peccato. Da Corte Torre per la curia notarile (1471) al carretto duca Gabriele si giunge a Via Quinto Ennio, padre letterato (239).
Rudiae patria del sommo poeta nella lingua latina, che così si esprimeva: “Nessuno guarda a/Cosa c'è davanti ai/suoi piedi: tutti guardano/ le stelle. Io sono cittadino di/ Roma, io che un tempo/ fui cittadino di Rudiae. /La mente oziosa/ non sa cosa vuole.” Cicerone lo chiamava “uomo di Rudiae”, Rudinum hominem della Poudía -Roudia- tra leggenda e realtà, probabilmente la vera patria di Ennio diversa da Rudiae il cui situs è ancora conteso tra le nostre città del Salento. Il fossato medievale, cinta muraria messapica, tutt’intorno racchiude il quartiere delle giravolte come a difenderlo e proteggerlo per l’eternità.
*ha collaborato Daniela Bacca.

