Il silenzio della notte e la devozione orante della città hanno accolto ieri sera nelle vie e nelle piazze del centro storico i simulacri della Desolata e del Cristo morto (attribuito al Maccagnani) e rinnovato nell’allestimento grazie ai recenti interventi di restauro voluti da Claudio Selleri, priore della confraternita di Gesù agonizzante e Santi Medici.

La processione, uscita dalla chiesa di Santa Teresa. introdotta, come da tradizione, dall’antico Inno a Gesù morto, “Gesù morì” eseguito dal coro accompagnato dalla banda “Città di Surbo”, è stata presieduta dall’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta, accompagnato dal rettore dell’antica chiesa, don Alessandro D’Elia e da un gruppo di parroci e sacerdoti che svolgono il loro ministero nella città capoluogo oltre ai sacerdoti dell’Istituto Cristo Re che curano la rettoria di Sant’Anna.
Presenti le autorità civili e militari, le rappresentanze delle confraternite della città e dei Cavalieri e delle Dame dell’Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme per le vie del centro storico di Lecce in un clima di intensa preghiera e composta partecipazione.
La prima sosta in Piazza Duomo dove l'arcivescovo ha guidato un momento di preghiera penitenziale sulla passione e la morte di Cristo e sui sette dolori di Maria. Poi la processione è proseguita fino ad arrivare in Piazza Sant’Oronzo e tornare a Santa Teresa.
Di rientro, sul sagrato di Santa Teresa, l'arcivescovo ha rivolto a tutti gli auguri di Pasqua, augurando il ritorno alla pace e alla vera conversione al Signore.
Anche il priore Selleri, al termine della processione ha ringraziato le autorità presenti, unitamente alle tante confraternite, alla banda, ai portatori delle statue e ai tanti fedeli che hanno vissuto questo intenso momento di preghiera.
Negli scatti di Arturo Caprioli, il racconto di una serata tanto attesa e tanto partecipata.
Racconto per immagini di Arturo Caprioli.

