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La Domenica delle Palme celebra l’entrata di Gesù a che fu accolto dalla popolazione con rami di palma - chiamati , fenice, emblema di vittoria -, con i quali la folla lo acclamava Gesù, Messia, e re di Israele, liberatore del suo popolo. Successivamente la Chiesa considerò la palma come simbolo della vittoria di Cristo e di tutti coloro che avrebbero subìto il martirio. 

 

 

A Lecce, come in altri luoghi, il sabato precedente si svolge la fiera di San Lazzaro: un appuntamento annuale dove i rami di palma o di olivo si propongono per la celebrazione della domenica successiva. Ovviamente la pandemia, come già accaduto lo scorso anno, non permetterà il regolare svolgimento del mercatino.

Lungo la strada che conduce alla chiesa di San Lazzaro e nello slargo adiacente - finché il Covid non lo ha impedito - si dispongono le bancarelle che vendono ormai ogni genere di merce (abbigliamento, casalinghi, dolciumi, etc.), ma prevalentemente le foglie di palme, quelle interne non ancora schiuse e di colore giallo pallido, intrecciate dalle abili mani di chi riesce a ricavare semplici croci o panierini, secondo l’estro; in alternativa si trovano rami d’olivo. Ormai rare le trénule, raganelle, e le marange, arance amare, che anticipavano il rito della Settimana santa.

PER APPROFONDIRE

Barletta R., Quale santo invocare. Feste e riti del calendario popolare salentino, Lecce, Ed. Grifo, 2013.

 

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