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Del prof. Fabio Pollice, eletto l'altro ieri alla carica di magnifico Rettore dell'Università del Salento, tanto si sta scrivendo in queste ore e tanto si scriverà ancora nei prossimi giorni.

Si va dalle ricostruzioni del suo curriculum accademico, alle proposte messe in campo per il futuro dell'ateneo salentino, alle analisi del voto che lo ha visto primeggiare e lo porterà, a partire da ottobre, ad assumere un incarico tanto importante quanto gravoso.

C'è però un tratto della figura del nuovo Rettore che è poco sotto i riflettori e per questo è probabilmente meno noto al grande pubblico, un tratto del quale tuttavia non si può non tener conto se si vogliono comprendere fino in fondo la personalità del professore e, dunque, indirettamente, anche gli orientamenti che vorrà imprimere alla sua azione alla guida dell'Università. Si tratta della passione grande per la figura di don Tonino Bello, profeta del nostro tempo e della nostra terra, che lo ha condotto negli ultimi anni a guidare l'associazione leccese che porta il nome del vescovo originario di Alessano

Un'associazione, quella voluta a Lecce dal compianto prof. Mario Signore, che riunisce chi, innamoratosi del modo in cui don Tonino viveva il messaggio evangelico e lo praticava attraverso le sue parole, i suoi scritti, i suoi gesti concreti, proprio alla luce di quegli insegnamenti desidera impegnarsi e spendersi al servizio della propria comunità. 

Tante sono state, in questi anni, le iniziative culturali e sociali, raccontate anche da Portalecce (LEGGI QUI), promosse dal prof. Pollice e dai suoi collaboratori nell'associazione, nel segno della diffusione del pensiero di don Tonino, con particolare riferimento allo sguardo accogliente che la nostra terra deve avere per chiunque vi giunga, all'attenzione per la formazione integrale delle nuove generazioni, all'idea dell'esistenza di uno stretto legame che intercorre tra la sostenibilità dei comportamenti individuali e collettivi e la crescita armoniosa del territorio.

Convincimenti profondi che, oggi, risuonano nelle prime parole pronunciate nella nuova veste e si fanno manifesto per chi è chiamato a guidare la comunità accademica salentina che, evidentemente non a caso, il nuovo Rettore immagina e sogna non solo come punto di riferimento culturale, ma anche come “ponte tra il globale e il locale”, in grado di aprire “le porte al Mediterraneo e al mondo”.

Sulle orme di don Tonino, dunque, la passione del prof. Pollice per la nostra terra e la voglia di farla crescere andando a coinvolgere tutti i possibili interlocutori - quelle “intelligenze che possono contribuire allo sviluppo dell'Università e del territorio” - ci portano ad esprimere con grande convinzione gli auguri di buon lavoro al nuovo Rettore, con la ragionevole certezza che, a partire da queste premesse, nella Chiesa di Lecce troverà sempre una sincera disponibilità al dialogo e alla cooperazione per il bene della nostra comunità.

 

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