Continua la bella storia di Michel e Monica coi loro figli, la coppia di leccesi che vivono a Santa Cruz de Tenerife da ormai otto anni e che hanno vissuto alcune settimane fa la gioia infinita della storica visita di Papa Leone XIV nella loro diocesi per la quale Michel è stato un privilegiato protagonista.

Michel Romano lo scorso 14 dicembre è stato ordinato diacono permanente nella sua diocesi di San Cristóbal de La Laguna, conosciuta proprio come diocesi di Tenerife, la più grande delle due diocesi che dividono le Isole Canarie, e della sua esperienza di vita che lo ha portato a dover lasciare l’Italia e la sua amata Lecce per trasferirsi nell’Atlantico, al largo dell'Africa nord-occidentale, Portalecce ha già scritto più di un anno fa (LEGGI) raccontando il suo “grido” di aiuto in un periodo di particolare difficoltà e di come la forza della fede e della speranza lo hanno portato a rinascere e riscoprire la ricchezza della vita seppur in un Paese diverso e lontano da casa.
Gli scorsi 11 e 12 giugno le Isole Canarie hanno vissuto un momento storico per la loro chiesa e per tutta la comunità canaria, la visita di Papa Prevost, la prima storica visita di un pontefice alle isole dell’oceano che è avvenuta all’interno della più ampia e grande visita del Papa al Regno di Spagna.
Michel ha avuto e ha raccontato la particolare grazie di vivere questo momento da protagonista, in quanto è stato coinvolto personalmente nell’organizzazione della storica visita da parte della sicurezza vaticana e dall’Ufficio delle celebrazioni liturgiche pontificie approfittando delle sue origini e della sua lingua madre italiana al fianco di mons. Diego Giovanni Ravelli, attuale maestro delle celebrazioni liturgiche di Sua Santità che organizza ogni liturgia presieduta dal Papa in Vaticano e in tutto il mondo. Grazie a questo suo impegno ha potuto incontrare brevemente il Santo Padre e affidare nelle sue mani le sue preghiere e la sua vita.
“È stata un’esperienza che non potrò mai dimenticare - ha dichiarato ancora emozionato Michel a distanza di giorni - conoscere il papa anche se per pochi secondi. Stringergli e baciargli la mano ha riempito il mio cuore di gioia immensa”.
Il diacono leccese per diversi giorni, prima dell’arrivo del Papa, è stato da interprete per le varie visite di ispezione da parte del Vaticano, inviato personalmente dal vescovo della diocesi di Tenerife, mons. Eloy Alberto Santiago Santiago. “Ho avuto il piacere di condividere una giornata intera con mons. Ravelli, cenare insieme e quindi potergli raccontare la mia vita che mi ha portato qui, rendendo la visita del Papa Leone come la visita vera dello Spirito Santo, un momento di grazia che ha illuminato me, la mia famiglia ma tutta la nostra comunità, una comunità che ci ha accolto, ci ha aiutato, ci ha sorretto nella difficoltà, ci ha permesso di rimetterci in piedi e oggi, finalmente, ci ha consentito, in un momento così grande e importante, di poter ricambiare questo amore immenso”.
Michel ha poi raccontato con particolare emozione ciò che ha lasciato la visita del Papa in tutti gli abitanti della comunità, poter notare l’umore della gente, delle parrocchie, dei parroci, dei preti, dei diaconi come lui: “È stata una visita che ci ha riacceso, siamo illuminati da una luce nuova che ci ha riconfermato nella fede, per una terra che ha fatto della fede, dell’accoglienza, della carità e della speranza vere fondamenta di vita come ha detto il Papa stesso che, ho riflettuto, per me e la mia famiglia, comunque da italiani, ha un peso diverso, perché nella nostra vita abbiamo avuto modo di vederlo più volte a Roma se pensiamo a Papa Francesco, a Benedetto XVI e Giovanni Paolo II, ma se penso a chi vive su queste isole da tutta la vita e non ha mani avuto occasioni di poter vedere con i propri occhi il Papa, mi sento oggi ancora più emozionato e privilegiato nell’aver potuto servire questa gente che ci ha donato così tanto gratuitamente”.
Oggi Michel come diacono è incardinato nelle parrocchie di San Agustín e Nuestra Señora del Camino, cappellano del Centro Penitenciario de Tenerife, lavora per la Caritas diocesana ed è professore di italiano nell’Istic di Tenerife, e anche sua moglie Monica è impiegata in Caritas nel dipartimento del volontariato, principalmente come formatrice e assistente dei volontari, dimostrando oggi come, dalla sofferenza e dai momenti di difficoltà, ci si può rialzare avendo il coraggio e la speranza di gridare aiuto e la determinazione di andare avanti. “Qui abbiamo chiesto aiuto e oggi restituiamo amore”.

