Poeti, romanzieri, artisti, scienziati. Tanti sono coloro che hanno preso ispirazione dal nostro satellite per scrivere, per creare opere d’arte, per analizzarne le influenze sulla terra e sugli esseri viventi che la abitano.

E poi, il mistero delle maree con il conseguente fascino, ad esse legato, di luoghi come Mont-Saint-Michel in Francia o l’onda di marea del fiume Giallo in Cina. Ed ancora, il calendario lunare legato alle stagioni ed il plenilunio dal quale viene stabilita di anno in anno la data della Pasqua di nostro Signore.
E così, in giorni nei quali ancora una volta l’umanità sembra e rischia di essere sull’orlo del baratro, ci sia consentito prendere una boccata d’ossigeno o piccola pausa poetica che dir si voglia, per lasciarci incantare dalla bellezza delle immagini che ci hanno condiviso gli astronauti della spedizione Artemis II a bordo della navicella Orion, i quali hanno stabilito il record di massima distanza dalla terra raggiunta dall’essere umano (definito “Flyby”), arrivando appunto ad aggirare la luna, passando sul lato opposto alla terra.
Due immagini, in particolare, hanno colpito l’attenzione di tutti e possono essere prese come simbolo. La prima è la visione della terra che sembra spuntare come fosse un’alba, proprio perché ripresa dal lato opposto a noi oscuro della luna. E, nei giorni della Pasqua simbolo di resurrezione, ci piace cogliere un messaggio ben augurale, quello cioè che si spera possa sorgere una “nuova alba sulla terra”, un’alba di pace.
La seconda immagine è la visione da vicinissimo (come del resto fu anche nello storico allunaggio del 1969) dei miliardi di crateri presenti sul nostro satellite. Essi sono il segno tangibile degli innumerevoli frammenti di corpi celesti che sono andati ad infrangersi, contro la nascente luna, agli albori del sistema solare, facendole metaforicamente male, ma di fatto modellandola e rendendola come oggi noi la vediamo con il suo fascino immutato. Ed in tempi di angoscia nei quali viviamo, è bello pensare che anche un piccolo (se paragonato all’immensità dell’universo) corpo celeste che ruota attorno a noi abitanti della terra, può darci una lezione. E la lezione è la seguente: tutto e tutti siamo fatti per l’eternità.
Lo sfondo, l’orizzonte, la luce in fondo ai vari tipi di tunnel, il punto di arrivo di tutti e di tutto è l’eternità. Il passato ed il presente di tutto e di tutti sono solo delle tappe, sono solo dei singoli tasselli del grande mosaico dell’eternità. Tutto e tutti nasciamo grezzi e perfettibili. Ed anche se non le e non li si cercano, sono proprio le difficoltà ed i colpi a volte terribilmente duri che riceviamo, a renderci più forti e senz’altro più belli, perché trattasi di una bellezza che va ben al di là dei canoni estetici. Ed allora, l’auspicio è che, ammirando la luna e scorgendone i crateri simbolo del suo spirito di resilienza, della sua capacità di resistenza e della sua grande forza di volontà, noi donne e uomini di questo tempo e di questo pianeta si possa magari prendere spunto per comprendere che non solo siamo destinati all’eternità, ma ad un’eternità luminosa e radiosa. Ricordiamocelo noi semplici abitanti della terra e se lo ricordino soprattutto i potenti che hanno in mano i destini di tutto e di tutti. Concediamoci tutti ogni tanto uno spazio ed un tempo per alzare lo sguardo al cielo. Troveremo risposte, eternità, luce e pace per tutto e per tutti. E torneremo finalmente a ringraziare l’Autore di tutto, anche della splendente luna, splendida nonostante i tanti colpi ricevuti.
Foto: Nasa/Aldo Ferruggia

