“Non è cambiato nulla, è cambiata solo la veste, che adesso è bianca, e l’incarico. Ma l’uomo che tutti abbiamo conosciuto è sempre lo stesso: vicino, tranquillo, con grande capacità di ascolto e sempre disponibile, nonostante il ritmo intenso di lavoro”.

 

 

 

 

Lo afferma don Edgard Iván Rimaycuna Inga, segretario personale di Papa Leone XIV, in un’intervista al settimanale cattolico spagnolo “Alfa y Omega” (GUARDA). Don Rimaycuna, che conobbe il futuro Papa a Chiclayo quando era ancora seminarista, descrive il proprio ruolo come quello di chi “lavora al fianco di un amico”, aiutandolo “nel lavoro quotidiano e proteggendolo perché possa svolgere la sua missione con tranquillità”.

Per descrivere la missione del segretario, il sacerdote ricorre a due figure bibliche: San Giuseppe, “il santo del silenzio, che ha sempre vissuto in secondo piano perché al primo posto c’erano sempre Maria e Gesù”, e San Giovanni Battista, con le parole: “Conviene che io diminuisca e che egli cresca”. “Credo che queste due immagini riassumano la missione di un segretario: stare in secondo piano e fare in modo che il centro dell’attenzione sia l’altro”, aggiunge don Rimaycuna.

“In America Latina siamo abituati alla vicinanza fisica, al contatto, a una religiosità popolare molto viva, e il Santo Padre ha portato tutto questo anche nel governo della Chiesa, cercando sempre di salutare, sorridere, dire una parola di incoraggiamento o compiere un piccolo gesto”.

Così don Edgard parla dei tratti del pontificato osservati dall’interno. Pur riconoscendo che Leone XIV “può sembrare più sobrio” rispetto ad altri pontificati, il segretario particolare sottolinea che “la realtà è diversa: sa unire la prudenza e la concretezza maturate nel contesto americano con la vicinanza appresa in America Latina”.

Sul prossimo viaggio apostolico in Spagna, il sacerdote spiega che rappresenta “la vicinanza del pastore al suo popolo” e un segno di “riconoscimento e gratitudine per tutto ciò che la Spagna ha dato alla Chiesa e al mondo nella fede e nella vita cristiana”, ricordando che il Paese si è distinto nella storia “per aver dato alla Chiesa molti santi di grande rilievo per la loro dottrina e la santità della loro vita”.

 

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