Le Associazioni “Cuore e mani aperte Odv” e “Amici della carne alla turca” hanno donato un ecografo wireless di ultima generazione all’Unità di Terapia Intensiva Neonatale (Utin) del presidio ospedaliero “Vito Fazzi” di Lecce, confermando ancora una volta la loro vicinanza concreta ai bambini più fragili e alle loro famiglie.

Alla cerimonia di consegna erano presenti la direttrice sanitaria del “Fazzi”, Patrizia Barone; il direttore dell’utin, Enrico Rosati; il presidente dell’associazione “Cuore e mani aperte Odv” e cappellano ospedaliero, don Gianni Mattia; e il presidente dell’associazione “Amici della carne alla turca”, Luigi Greco. Era, inoltre, presente, in qualità di ospite d’onore il padre fondatore della neonatologia salentina, il dott. Raffaele Longo, oggi in quiescenza, a cui il reparto è intitolato.
La data non è stata scelta a casa, infatti, lo scorso 17 novembre di ogni anno si celebra la Giornata mondiale della prematurità e simbolicamente si è voluto scegliere questa giornata per consegnare questa donazione. Nelle più grandi città del mondo, sugli ospedali e lì dove ci sono persone attente e sensibili verso gli altri, si accende il colore viola che è da sempre legato ai significati più profondi della vita. In serata, su proposta dell’associazione “Cuore e mani aperte” anche la facciata del “Fazzi” è stata illuminata di viola.
Con profonda emozione, don Gianni Mattia ha sottolineato il valore simbolico e umano della donazione: “La vita spesso ci mette alla prova, trasformando momenti che dovrebbero essere di gioia in percorsi a ostacoli. È proprio allora che bisogna avere fede nel cielo e nelle mani di chi si dedica ai più fragili. Abbiamo scelto di fare questa donazione insieme agli ‘Amici della carne alla turca’ in occasione della Giornata della prematurità, che celebra la forza e la potenza della vita contenuta in una creatura che ci sta nel palmo di una mano. Con questo gesto vogliamo offrire uno strumento che permetta di intervenire tempestivamente per proteggere e custodire la vita che nasce, con il suo carico di infinita meraviglia. Lì dove più persone si uniscono per salvare la vita, l’amore disegna volti di bambini sorridenti”.
Un gesto che unisce tecnologia e tenerezza, scienza e solidarietà, nel segno di una comunità che si fa prossima a chi inizia il suo cammino nella fragilità, ma anche nella promessa di futuro.

