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Con ago e filo hanno cucito lenzuola e federe per le culle dei neonati della clinica materna di Watamu, in Kenya, dove le condizioni igieniche restano precarie e mancano molti materiali di base. 

 

 

Cinque donne detenute nel carcere femminile di Trani hanno partecipato al progetto di solidarietà promosso dall’associazione “Il sogno di Angelica”, impegnata nell’aiuto ai piccoli in difficoltà. 

“Le lenzuola sono un dono d’amore” racconta Luisa Tortosa, fondatrice e responsabile dell’associazione, che ieri è volata in Kenya per consegnare otto completi per culla, bianchi con ricami nei colori rosso, verde e giallo. L’iniziativa nasce dalla memoria di Angelica, la nipote di Tortosa, scomparsa un anno fa. 

“Era la mia prima nipote, avevamo un legame speciale. Amava viaggiare e sognava di adottare un bambino solo e abbandonato. Con questo progetto, il suo sogno continua a vivere”, spiega la responsabile. Il laboratorio è stato realizzato con il sostegno del cappellano del carcere, don Raffaele Sarno, che sottolinea: “Le detenute hanno aderito in modo volontario e si sono impegnate con grande sensibilità. Hanno compreso che anche dentro le mura del carcere è possibile fare del bene e donare speranza”. 

“Speriamo che queste lenzuola possano offrire un abbraccio ai neonati e accompagnarli verso la guarigione”, aggiunge Tortosa. Un piccolo segno di fraternità che unisce Trani e Watamu, due luoghi lontani ma legati dallo stesso desiderio di amore e rinascita.

 

 

Foto di Stefano Patimo.

 

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