0
0
0
s2sdefault

Nelle linee guida per la catechesi anno 2021-2022 pubblicate l’8 settembre 2021, Artigiani di comunità, il termine ‘artigiano’ si contrappone al termine ‘industriale’.

 

 

 

Tutto il senso è legato a privilegiare la relazione rispetto all’organizzazione, le dinamiche del dono a quelle del risultato, la logica dell’accoglienza della domanda a quella del calcolo delle risposte.  

Il tempo della pandemia sta ridisegnando i contorni di un nuovo modo di comunicare il Vangelo. Di un nuovo modo di comprendere come le difficoltà di trasmettere la fede siano nate già prima della pandemia, a fronte di chiese piene e affollate.

La chiave di lettura del documento si potrebbe sintetizzare nel concetto di ‘relazione’. “Non può esserci azione pastorale della Chiesa senza la cura delle relazioni”, si legge nella lettera inviata dalla presidenza Cei a tutti i vescovi all’inizio del nuovo anno pastorale. Una relazione che sappia creare la vera comunità cristiana, fondata sul bene e sulla gratuità del dono.

Essendo la Chiesa esperta di umanità, l’antropologia cristiana è strumento imprescindibile di formazione della ‘persona in relazione’.

La Rivelazione divina consente di cogliere ciò che la ragione faticosamente percepisce: la persona è relazione con l’altro diverso da sé secondo una grammatica del dono e della comunione che mira a custodire, nella propria identità, l’altro.

La costruzione della propria identità è sempre conseguenza di un dialogo ininterrotto tra se stessi e il mondo esterno. Pervenire all’identificazione del sé più genuino rappresenta un punto di partenza, per poter entrare in una vera relazione con l’altro. La consapevolezza della propria identità consente, perciò, di avere un criterio obiettivo su cui fondare un dialogo costruttivo con il mondo esterno.

Qui il dialogo è contemporaneamente metodo e contenuto nonché capacità di ascolto e di offerta, aspetti complementari della comunicazione. Ma dialogo e comunicazione sono alla radice stessa della fede, la quale ha origine dall’ascolto della Parola di Dio calata nella storia umana.

Riappropriandosi del messaggio originale della comunicazione cristiana, il catechista è chiamato a rivedere le proprie dinamiche di trasmissione della fede, ricentrandosi sulla auto-comunicazione e rivelazione di Dio.

“L’importanza evi­dente del contenuto dell’evangelizzazione non deve nasconderne l’importanza delle vie e dei mezzi” (Evangelii Nuntiandi, n. 40).

‘Comunicare incontrando le persone dove e come sono’ vuol dire comunicare la fede senza giudicare, rispettando la diversità del percorso dell’altro, anche se diverso dal nostro! Una comunicazione, quindi, rispettosa ed inclusiva, pronta a cogliere i se­gni, la sensibilità e i linguaggi dei tempi.

Per Papa Francesco, è il tempo di comunità missionarie che si facciano prossime a chi è ferito dalla vita, a chi ha idee diverse, ai giovani delusi, a chi è al margine.

Si tratta di recuperare la dimensione personale: Gesù partiva sempre dalle persone che incontrava, utilizzando il loro linguaggio!

Nasce, quindi, un nuovo paradigma pastorale: il passaggio dalla trasmissione contenutistica alla condivi­sione relazionale!

 

Forum Famiglie Puglia