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“Solidarietà sembra come una parolaccia!”, commenta con arguzia Papa Francesco rilevando che “il lavoro è un bene di tutti, deve essere disponibile per tutti”.

 

 

L’esigenza e la proposta della solidarietà sono molto ricorrenti nei suoi discorsi rivolti alla comunità cristiana e a tutte le istituzioni.

E con chiarezza il Papa continua, precisando: “È importante la solidarietà, ma questo sistema non le vuole tanto bene, sembra escluderla. Questa solidarietà umana che assicura a tutti la possibilità di svolgere un’attività lavorativa dignitosa”.

Già quattro anni or sono Andrea Lebra, considerando i discorsi tenuti da Francesco nei due anni precedenti sull’argomento, aveva compilato su www.settimananews.it›Chiesa il seguente decalogo:

  1. La solidarietà come elemento essenziale della vita cristiana.
  2. Una fede senza solidarietà è una fede morta.
  3. Nella Chiesa, tutti, nessuno escluso, sono promotori di solidarietà.
  4. Costruire solidarietà con il protagonismo dei giovani.
  5. La solidarietà non riduce alla passività.
  6. La solidarietà è impegno per costruire città accoglienti.
  7. La solidarietà è farsi carico del problema dell’altro.
  8. La solidarietà è prossimità e gratuità.
  9. La solidarietà è tenerezza ed empatia.
  10. La solidarietà è un modo di fare la storia.

Un profondo messaggio valido per tutti. Per il cristiano poi, “le due mense, quella eucaristica e quella della solidarietà, della tensione per i poveri e della giustizia sono profondamente legate l’una all’altra”, rilevava l’arcivescovo di Bologna, card. Zuppi nel testo edito due mesi fa Lavorare è una parola.

Purtroppo, a cinquant’anni dall’approvazione dello Statuto dei lavoratori, occorre ribadire ancora dinanzi alla tentazione di considerare innanzi tutto non il lavoro indipendentemente dall’etica, ma la persona. Chiaramente, in un contesto di solidarietà.

 

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