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Lavori in corso alla Cei: l’obiettivo è arrivare ad un referente in ogni diocesi (a Lecce l’arcivescovo Seccia ha nominato il prof. Nicola Paparella) preparato sulla tutela dei minori che affiancherà il vescovo nell’azione di ascolto, formazione e prevenzione e ad uno sportello aperto a chiunque desidera mettersi in contatto.

 

 

Non è passato neanche un anno - era giugno dello scorso anno - dall’approvazione delle nuove “Linee guida per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili” e il lavoro in questi mesi del Servizio nazionale per la tutela dei minori, non si è mai fermato. A fare il “punto” di quanto fino ad oggi realizzato è il presidente del Servizio Cei, l’arcivescovo di Ravenna-Cervia mons. Lorenzo Ghizzoni, nel corso della due giorni di studio a Roma con i coordinatori dei Servizi regionali e i vescovi delegati regionali.

“Intanto diciamo che tutte le Regioni hanno nominato un vescovo, un coordinatore regionale, hanno cominciato a costituire il Servizio regionale e più della metà delle diocesi hanno già nominato il loro referente diocesano che proprio in questi giorni, anche grazie a questo incontro, saranno implementati”.

Al Consiglio permanente che ci sarà la prossima settimana, si renderanno pubblici i protocolli che il Servizio nazionale ha preparato e che serviranno proprio per la formazione degli operatori pastorali. Questi 4 protocolli contengono anche una serie di buone prassi da mettere in atto in parrocchia.

“Abbiamo degli anni davanti a noi. Non è che dobbiamo fare tutto subito. È meglio fare bene le cose passo dopo passo. Credo però sia importante in un primo tempo puntare sulla formazione degli operatori e via via rendere sicuri gli ambienti, arrivare ai ragazzi, ai giovani, alle famiglie. Sono tutti passaggi progressivi e previsti”. Il “referente” regionale e diocesano - spiega Ghizzoni - “non sarà da considerarsi come ‘uno specialista’, anche se ho visto che quelli che sono stati nominati hanno delle competenze particolari. Sono psicologi, consulenti familiari, psichiatri, giuristi, avvocati”.

In progetto c’è anche l’apertura di un centro di ascolto o sportello, secondo anche quello che la Santa Sede ha chiesto con l’ultimo documento “Vos estis lux mundi”. Ma alla base di tutto questo percorso, alle diocesi si chiede “un cambio di mentalità fondamentale: cioè - spiega Ghizzoni - da ora in poi noi non possiamo più metterci dalla parte del l’istituzione, dell’immagine della Chiesa ma ci dobbiamo mettere dalla parte dei minori. Cambiando prospettiva, anche le nostre attività dovranno mettersi dalla parte sempre dei minori”.

“Cambiando prospettiva, anche le nostre attività dovranno mettersi dalla parte sempre dei minori. Questo vuol dire - come abbiamo scritto nelle Linee guida - che ci assumiamo l’obbligo morale di denunciare tutti coloro che commettono questi tipi di reati e collaborare con l’autorità civile”.

Circa l’obbligo di denuncia, mons. Ghizzoni conferma: “È scritto chiaramente nelle Linee guida che, pur non essendo presente nella legge italiana questo tipo di obbligo, noi ce lo assumiamo. In alcuni Stati del mondo c’è l’obbligo per tutti della denuncia. Da noi non c’è, ma abbiamo deciso di assumerci lo stesso questo impegno ed abbiamo anche messo per iscritto la procedura da seguire. Non si dovrebbe scappare da questa responsabilità e chi lo fa, viola un impegno grave che i vescovi italiani riuniti in assemblea hanno accettato. Si tratta di una piccola e grande rivoluzione che i vescovi italiani hanno votato a grandissima maggioranza”.

E agli italiani, l’arcivescovo vorrebbe dire che “se fino adesso noi abbiamo reagito di fronte agli eventuali reati e peccati gravissimi che venivano commessi con provvedimenti solo interni ma troppo spesso - come si è purtroppo visto nella storia - poco efficaci, da ora in poi agiremo in modo forte e deciso collaborando con l’autorità civile. La gente lo deve sapere e aggiungo ancora che il lavoro di prevenzione che metteremo in atto nei prossimi tempi, è un lavoro che andrà a vantaggio di tutti, della comunità cristiana e speriamo, della società intorno a noi”.

 

 

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