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“Se volete sapere se voi siete cristiani, sì dovete pregare, cercare di accostarvi alla comunione, ma quel segnale che il tuo cuore si è convertito è quando la conversione arriva alle tasche: lì è dove si vede se uno è generoso con gli altri, se uno condivide con i poveri”.

 

Lo ha detto oggi, a braccio, Papa Francesco, nella catechesi dell’udienza di oggi, durante la quale - davanti a circa 6mila persone - ha ripreso il ciclo di catechesi sugli Atti degli Apostoli.

“Se mette a disposizione i propri beni, stai sicuro che è una vera conversione”, ha proseguito Francesco sempre fuori testo: “se soltanto rimane nelle parole, nei gesti, non è una vera conversione”.

“La comunità cristiana nasce dall’effusione sovrabbondante dello Spirito Santo e cresce grazie al fermento della condivisione tra i fratelli e le sorelle in Cristo”, ha ricordato il Papa, secondo il quale “c’è un dinamismo di solidarietà che edifica la Chiesa come famiglia di Dio, dove risulta centrale l’esperienza della koinonia”.

“Cosa vuol dire questa parola strana?”, ha chiesto ancora a braccio ai fedeli: “È parola greca che vuol dire mettere in comune, essere come una comunità, non isolati. Questa è l’esperienza della prima comunità cristiana: mettere in comune, condividere, comunicare, partecipare. Nella Chiesa delle origini koinonia rimanda anzitutto alla partecipazione al Corpo e Sangue di Cristo, che si traduce in unione fraterna, e quindi anche al mettere in comune i beni e al raccogliere il denaro per la colletta a favore della Chiesa madre di Gerusalemme. Dalla comunione con Gesù, la comunione si traduce in comunione fraterna, e anche quello che è più difficile per noi: mettere in comune i beni”.

 

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