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Educare al web come genitori comporta la formazione all’utilizzo delle diverse piattaforme digitali, da usare con competenza e responsabile oculatezza nei vari momenti formativi. Offrendo, naturalmente, il dovuto esempio.

Un’indagine realizzata recentemente dal Consorzio Miur Generazioni Connesse attesta che sette minori su dieci si registrano ai social prima di aver compiuto quattordici anni. Con tutti i noti vantaggi e insidie.

Intanto, non di rado gli stessi papà e mamme devono rivedere il loro modo di esporre i propri piccoli sul web come fossero un celebre emblema di famiglia da esporre gloriosamente a tutti, sia pure con foto con il volto coperto: probabilmente per soddisfare il bisogno di narcisismo, saziando la fame di supplice ricerca di like.

Ed è noto quanto i like siano segno di egocentrismo, autocompiacimento e vanità, all’interno di un cortocircuito di causa-effetto teso a misurare la considerazione e l’importanza attribuite alla propria personalità.

L’attenzione alla protezione in Rete dei figli piccoli riguardo ai contenuti idonei alla loro età, agli eventuali giochi e acquisti economicamente onerosi ed alle applicazioni che consentono possibili e molesti accessi con  intollerabili spese, esige quindi di escludere, con opportuni filtri e con determinati profili personalizzati, oggi già molto diffusi, alcuni tipi di accesso.

Da tenere molto presente pure la possibilità di utilizzare alcuni browser con siti adeguati e pertinenti per i piccoli, gratuiti, giudicati idonei con comprovati criteri, esenti di banner pubblicitari, validi per i contenuti proposti.

Si può fare riferimento, ad esempio, a siti che in qualche modo introducono utilmente ad alcune facili conoscenze della lingua inglese.

Naturalmente, un elemento indicatore e utile rimane sempre la quantità di tempo destinata dal ragazzo (e per altri aspetti pure dal genitore, a seconda delle diverse condizioni), unitamente all’analisi delle scelte eseguite nelle diverse navigazioni.

Per i ragazzi, nativi digitali, internet deve essere un ambiente protetto, una risorsa educativa e culturale. Come lo dimostrano tanti portali on line, tante app didattiche, tante esperienze positive.

 

 

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