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Pubblichiamo ampli stralci della Lettera congiunta che tutti i vescovi del Lazio hanno scritto e inviato ai loro fedeli in occasione della Pentecoste appena celebrata prendenso posizione netta  posizione contro ogni forma di intolleranza e razzismo, per accogliere tutti, specie gli ultimi.

 

La lettera dell'episcopato laziale (probabilmente la prima Conferenza che in Italia prende posizione in forma collegiale) giunge ad un anno di distanza da un'altro messaggio quello che agli inizi di luglio 2018 fu lanciato da un gruppo di presbiteri e laici (raccogliendo oltre un migliaio di firme) nel quale si chiedeva ai vescovi italiani un intervento deciso sul dilagare nel nostro Paese della cultura intollerante e razzista. Temi peraltro sui quali questo giornale – su sollecitazione dell'arcivescovo Seccia che non si è mai risparmiato negli appelli alla fratellanza e all'integrazione - torna di frequente invitando i lettori al dibattito e alla riflessione e ricordando che quando si parla di povertà e di accoglienza si oltrepassa anche la sfera sociale e squisitamente etica: per i cristiani si tratta di una questione di fede.

Ecco di seguito i passaggi più efficaci del testo dei vescovi laziali.

“Carissimi fedeli delle diocesi del Lazio.

[…]

Purtroppo nei mesi trascorsi le tensioni sociali all’interno dei nostri territori, legate alla crescita preoccupante della povertà e delle diseguaglianze, hanno raggiunto livelli preoccupanti. Desideriamo essere accanto a tutti coloro che vivono in condizioni di povertà: giovani, anziani, famiglie, diversamente abili, disagiati psichici, disoccupati e lavoratori precari, vittime delle tante dipendenze dei nostri tempi.

Sappiamo bene che in tutte queste dimensioni di sofferenza non c’è alcuna differenza: italiani o stranieri, tutti soffrono allo stesso modo. È proprio a costoro che va l’attenzione del cuore dei credenti e - vogliate crederlo - dell’opzione di fondo delle nostre preoccupazioni pastorali.

Vorremmo invitarvi ad una rinnovata presa di coscienza: ogni povero - da qualunque paese, cultura, etnia provenga - è un figlio di Dio. I bambini, i giovani, le famiglie, gli anziani da soccorrere non possono essere distinti in virtù di un “prima” o di un “dopo” sulla base dell’appartenenza nazionale.

Da certe affermazioni che appaiono essere “di moda” potrebbero nascere germi di intolleranza e di razzismo che, in quanto discepoli del Risorto, dobbiamo poter respingere con forza. Chi è straniero è come noi, è un altro “noi”: l’altro è un dono. È questa la bellezza del Vangelo consegnatoci da Gesù: non permettiamo che nessuno possa scalfire questa granitica certezza.

Desideriamo invitarvi, pertanto, a proseguire il nostro cammino di comunità credenti, sia con la preghiera che con atteggiamenti di servizio nella testimonianza di una virtù che ha sempre caratterizzato il nostro Paese: l’accoglienza verso l’altro, soprattutto quando si trovi nel bisogno. Proviamo a vivere così la sfida dell’integrazione che l’ineluttabile fenomeno migratorio pone dinanzi al nostro cuore: non lasciamo che ci sovrasti una “paura che fa impazzire” come ha detto Papa Francesco, una paura che non coglie la realtà; riconosciamo che il male che attenta alla nostra sicurezza proviene di fatto da ogni parte e va combattuto attraverso la collaborazione di tutte le forze buone della società, sia italiane che straniere.

[…]

Desideriamo che tutte le nostre comunità - con spirito di discernimento - possano promuovere una cultura dell’accoglienza e dell’integrazione, respingendo accenti e toni che negano i diritti fondamentali dell’uomo, riconosciuti dagli accordi internazionali e - soprattutto - originati dalla Parola evangelica.

Non intendiamo certo nascondere la presenza di molte problematiche legate al tema dell’accoglienza dei migranti, così come sappiamo di alcune istituzioni che pensavamo si occupassero di accoglienza, e che invece non hanno dato la testimonianza che ci si poteva aspettare. Desideriamo, tuttavia, ricordare che quando le norme diventano più rigide e restrittive e il riconoscimento dei diritti della persona è reso più complesso, aumentano esponenzialmente le situazioni difficili, la presenza dei clandestini, le persone allo sbando e si configura il rischio dell’aumento di situazioni illegali e di insicurezza sociale.

[…]

I Vescovi delle diocesi del Lazio”

 

prossimi eventi

23 Ago

Celebrazione Eucaristica presieduta da d. Gianni Ratta, Vicario Foraneo

24 Ago

A seguire processione solenne con i Simulacri dei SS. Patroni e al termine discorso alla città dell'Arcivescovo

25 Ago

Offerta dell’olio per la Lampada Votiva da parte dei Sindaci dei vari Comuni

25 Ago

A cura dell’Associazione “Valori e Rinnovamento” e “Art&Galleria”

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