Il dirigente generale della Polizia di Stato Vincenzo Massimo Modeo, già questore di Lecce, è stato nominato alla guida dell’Ispettorato di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano.

L’ex questore di Lecce è stato chiamato a svolgere uno dei compiti più delicati della Polizia di Stato. A lui la responsabilità dell’Ispettorato che concorre alla sicurezza del Papa, dei suoi collaboratori e delle migliaia di fedeli che ogni giorno raggiungono San Pietro.
Un incarico di particolare responsabilità per il dirigente pugliese, originario di Francavilla Fontana, laureato in giurisprudenza all’Università di Pisa e successivamente in scienze delle pubbliche amministrazioni all’Università di Catania.
La sua è una carriera costruita in larga parte sul campo, a partire dalla Questura di Napoli, dove dal 1992 ha svolto funzioni investigative nella Squadra Mobile occupandosi di criminalità organizzata, omicidi, antiscippo e cattura di latitanti. Dal 1996 il passaggio alla Squadra Mobile di Bari, con responsabilità nei settori omicidi e criminalità organizzata. Nel 2004 l’approdo al Servizio centrale operativo, dove Modeo si è occupato del contrasto alle organizzazioni criminali di Campania, Puglia e Sardegna e dei profili internazionali del riciclaggio.
Tornato a Bari nel 2007 come vicedirigente della Squadra Mobile e responsabile della sezione criminalità organizzata, ha successivamente diretto il Commissariato di Andria ed è stato vicario del questore ad Avellino e Brescia. Dal 2020 ha guidato il Compartimento della Polizia Ferroviaria per la Lombardia, prima di essere nominato, nel 2022, questore di Ascoli Piceno.
Particolarmente significativo, il suo impegno nel territorio salentino, dal 1° agosto 2023, quando Modeo assume la guida della Questura di Lecce. Quasi due anni caratterizzati da una forte attenzione alla prevenzione, al contrasto della criminalità organizzata e diffusa, alla sicurezza nei luoghi della movida e, soprattutto, alla tutela delle persone più vulnerabili e al contrasto della violenza di genere.
Gli anni leccesi sono stati segnati anche da importanti operazioni contro la criminalità organizzata e da una concezione della sicurezza fondata sulla presenza sul territorio e sul coordinamento tra le diverse articolazioni dello Stato. Un rapporto con Lecce che Modeo ha concluso nel maggio 2025, quando è stato chiamato a Roma alla segreteria del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno.
Ora il nuovo incarico porta Modeo alla guida di una struttura del tutto particolare nell’ordinamento italiano. L’Ispettorato di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano è infatti un ufficio della Polizia di Stato, distinto dal Corpo della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano e dalla Guardia Svizzera Pontificia, con i quali opera nell’ambito delle rispettive competenze.
La sua origine è legata alla particolare condizione di Piazza San Pietro: territorio dello Stato della Città del Vaticano che, quando è aperto al pubblico, è sottoposto ai poteri di polizia delle autorità italiane secondo quanto stabilito dai Patti Lateranensi. L’attuale Ispettorato discende dall’Ufficio speciale di Pubblica Sicurezza “San Pietro”, istituito nel 1945.
Tra i suoi compiti più delicati c’è proprio la protezione del Santo Padre per quanto di competenza delle autorità italiane. L’Ispettorato garantisce l’ordine e la sicurezza nell’area di Piazza San Pietro, concorre alla tutela del Pontefice e dei suoi collaboratori e segue la sicurezza del Papa nei suoi spostamenti e nelle visite pastorali sul territorio italiano, operando in raccordo con le autorità italiane e con gli organismi della Santa Sede.
Una responsabilità la cui portata è stata ricordata dallo stesso Papa Leone XIV nell’incontro con dirigenti e agenti dell’Ispettorato del 19 gennaio scorso. Il Pontefice ha ringraziato la Polizia di Stato per il lavoro svolto per garantire la propria sicurezza, quella dei suoi collaboratori e quella dei moltissimi pellegrini e turisti che raggiungono la basilica di San Pietro e il Vaticano. Un servizio che nell’ultimo anno ha dovuto misurarsi con eventi di eccezionale complessità: il Giubileo, la morte e i funerali di Papa Francesco, il Conclave e l’avvio del nuovo pontificato. Più di 33 milioni di pellegrini hanno raggiunto Roma nel periodo giubilare.
Nelle parole di Leone XIV emerge anche una concezione della sicurezza che supera la sola dimensione operativa. Garantire ordine e tranquillità significa permettere a chi arriva a San Pietro di vivere in serenità anche un’esperienza di fede e di preghiera. «Un ambiente sicuro è infatti di grande aiuto alla preghiera», ha ricordato il Papa agli uomini e alle donne dell’Ispettorato.
È in questo contesto che si inserisce il nuovo incarico di Vincenzo Massimo Modeo: un approdo di grande responsabilità dopo oltre trent’anni di servizio nella Polizia di Stato e, per Lecce, anche il riconoscimento del percorso professionale di un dirigente che per quasi due anni ha avuto la responsabilità della sicurezza del capoluogo e dell’intera provincia salentina.
Dalla Questura di Viale Otranto a Piazza San Pietro cambia lo scenario e cresce la dimensione della responsabilità. Resta però al centro la stessa missione: garantire sicurezza attraverso professionalità, prevenzione, discrezione e capacità di coordinamento. Qualità che, nel nuovo incarico, saranno poste anche al servizio della sicurezza del pontefice e delle moltitudini di fedeli che da ogni parte del mondo raggiungono il cuore della Chiesa.

