Nell’ambito di un memorabile discorso rivolto al parlamento tedesco il 22 settembre 2011, così Benedetto XVI sintetizzava l’identità europea: “La cultura dell’Europa è nata dall’incontro tra Gerusalemme, Atene e Roma; dall’incontro tra la fede in Dio di Israele, la ragione filosofica dei Greci e il pensiero giuridico di Roma. Questo triplice incontro forma l’intima identità dell’Europa…”.

Così, con poche parole, Papa Ratzinger identificava le vere radici culturali del nostro continente: la sua più intima identità… Ma oggi? Che succede oggi? Già da tempo l’Europa ha coscientemente voltato le spalle alle sue radici. Non solo. Con la cultura woke imperante, il nostro continente sembra voler correre verso il suicidio. E pure con un certo entusiasmo.
Allora ridiamo ancora una volta la parola al card. Ratzinger, che decenni fa già ricordava come l’Occidente odi se stesso: «C’è qui un odio di sé dell’Occidente che è strano e che si può considerare solo come qualcosa di patologico; l’Occidente tenta sì in maniera lodevole di aprirsi pieno di comprensione a valori esterni, ma non ama più se stesso; della sua propria storia vede oramai soltanto ciò che è deprecabile e distruttivo, mentre non è più in grado di percepire ciò che è grande e puro».
La volontà suicida che circola in Occidente non nasce soltanto dal maligno o da una oscura depressione, ma da una specifica ideologia che da secoli sta cercando di sovvertire le radici cristiane della civiltà occidentale e, negli ultimi anni, ha assunto le sembianze della cultura woke, cioè di un atteggiamento di disprezzo verso tutto quello che riguarda l’identità e le radici dell’Occidente; il che si è poi tradotto, per esempio, nel suicidio demografico, nell’assenza dei matrimoni, nella disperazione esistenziale.
Le frotte di turisti che affollano le strade e le chiese di Lecce sono invece la testimonianza vivente - e forse inconfutabile - che l’Occidente cristiano ha saputo costruire qualcosa di molto buono nel passato. Non si tratta solo di arte, ma anche di scuole, ospizi per i poveri e per gli orfani, ospedali, casse rurali e di mutuo soccorso, soprattutto università…
Ricordarlo agli altri e anche a noi stessi non è un puro esercizio di retorica, ma stimolo per ricominciare a costruire - dove possibile - pezzetti di societas cristiana.
A dispetto di tutte le culture woke e progressiste, laiche e libertarie, che a furia di denunciare il cristianesimo incarnato nel reale e nella storia tentano di espellere il Signore Gesù dalla polis, dalla politica, dalla vita.

