Dal 1978 nella prima domenica di febbraio di ogni anno la Conferenza episcopale italiana promuove la Giornata per la vita, che si celebra a livello nazionale.

 

 

 

 

È un’occasione di preghiera e di sensibilizzazione sulle tematiche relative alla difesa della vita e all’aiuto alla maternità.

Lo scorso 7 novembre 2025 la Conferenza episcopale italiana ha reso pubblico il suo Messaggio per la 48^ Giornata nazionale per la vita, che nel 2026 sarà il prossimo 1° febbraio.

Invitando alla lettura del testo integrale (LEGGI), tratteggiamo di seguito alcuni spunti proposti dai vescovi italiani, che quest’anno hanno scelto come tema l’espressione “Prima i bambini!”, ricordando Mt. 18,10: “Guardatevi dal disprezzare qualcuno di questi piccoli; perché io vi dico che i loro angeli in cielo vedono continuamente la faccia del Padre mio”.

Il significato di fondo del messaggio è che se la collettività salvaguarda i bambini - fin dal concepimento - tutti ne gioveranno, adulti in primis.

In una società come la nostra, purtroppo stagnante nell’inverno demografico, viene ricordato che la stessa pace, la libertà, la democrazia, la solidarietà non possono che iniziare dai più piccoli: “Dove una società smarrisce il senso della generatività, servendosi dei figli invece di servirli e donare loro la vita, si imbarbariscono esponenzialmente anche le relazioni tra gli adulti - persone e comunità - dando spazio alla ricerca egoistica e violenta dei propri interessi.”.

I vescovi segnalano altresì la necessità di una maggiore attenzione ai piccoli anche nella nostra società italiana, in cui l’imperante cultura individualista si esprime, tra l’altro, con una crisi di generatività che non riguarda solamente la fertilità, ma pregiudica progressivamente la capacità degli adulti di mettersi a servizio dei piccoli.

La conseguenza è che quando i bambini non sono amati, con loro vengono scartati anche gli elementi più deboli della comunità, cioè potenzialmente tutti, nel momento in cui si manifestino fragilità o debolezze anche nei soggetti c.d. “forti”.

E’ quindi necessario ritornare a una cultura (la cultura della vita!) che riscopra il valore della generatività, del “desiderio di trasmettere la vita” e di servirla con gioia: “Ogni persona che mette al mondo dei bambini o si occupa dei piccoli – genitori, nonni, insegnanti, catechisti, persone consacrate, famiglie affidatarie - dovrebbe sentire la simpatia e la stima degli altri adulti, perché il servizio al sorgere della vita è garanzia di bene e di futuro per tutti.”.

 

*vicepresidente Centro aiuto alla vita di Lecce

 

 

Forum Famiglie Puglia

 

Mi curo di te, la sanità nel Salento. Radio Portalecce