C’è l’immagine di un bambino davanti al suo primo giorno di scuola nel modo scelto da don Federico Andriani per raccontare l’inizio del ministero pastorale nella parrocchia dei Santi Angeli Custodi in San Pietro Vernotico.

Quel bambino è Elia, suo nipote. Alla vigilia dell’ingresso nella “scuola dei grandi”, alla domanda se fosse contento, aveva risposto con l’entusiasmo di chi sa di avere davanti tante cose nuove da imparare. Un’immagine semplice, che don Federico ha fatto propria per descrivere le emozioni di un nuovo inizio: la gioia, il desiderio di conoscere e anche quel naturale timore che accompagna ogni esperienza importante.
Ad accompagnarlo nel suo ingresso in parrocchia è stato l’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta, che ha presieduto la solenne concelebrazione eucaristica. Numerosa la presenza dei sacerdoti del territorio e della comunità leccese di San Lazzaro nella quale don Federico ha prestato servizio, insieme alle autorità civili e militari e all’amministrazione comunale.
Il rito di immissione canonica ha scandito attraverso gesti e parole l’assunzione della nuova responsabilità pastorale: dalla lettura del decreto di nomina, fino al rinnovo delle promesse sacerdotali, alla professione di fede e al giuramento.
Nell’omelia (IL TESTO INTEGRALE) mons. Panzetta ha parlato di un “passaggio del testimone” vissuto in un clima di fraternità definito «esemplare», ringraziando don Vincenzo per la traccia lasciata nella parrocchia e don Federico per il ministero svolto negli anni precedenti. Alla comunità ha indicato anzitutto una certezza: sarà guidata dal nuovo parroco, ma prima ancora “sarà custodita da Dio”.
Dalla Parola proclamata l’arcivescovo ha poi ricavato le coordinate per il cammino futuro: l’ascolto di Dio come origine delle scelte pastorali, il passaggio dalla logica dell’autoaffermazione a quella del dono e del servizio, fino all’immagine della parrocchia come “scuola di vita” e “scuola di libertà”, capace di accompagnare ciascuno dalle proprie schiavitù alla libertà del servizio e dell’amore.
Nel suo primo saluto ai Santi Angeli Custodi, don Federico ha indicato con altrettanta chiarezza lo stile con il quale intende iniziare questa nuova esperienza.
“Non porto con me programmi già fatti o ricette preconfezionate”, ha affermato. Prima dei progetti viene la conoscenza: delle persone, della storia della parrocchia, del suo vissuto. Il riferimento resta il Vangelo, dal quale lasciarsi orientare per individuare insieme la strada da percorrere.
Il suo pensiero è andato ai bambini e ai giovani, alle famiglie e agli anziani, ma anche a quanti attraversano situazioni di fragilità. Un’attenzione particolare agli ammalati che non hanno potuto partecipare alla celebrazione e che saranno tra i primi che il nuovo parroco desidera incontrare, e poi a chi vive la povertà, la precarietà lavorativa, la fatica e lo scoraggiamento.
A nome dell’amministrazione comunale e della città, la sindaca Maria Lucia Argentieri gli ha rivolto un saluto che ha assunto anche il significato di un ritorno: “Bentornato nel tuo paese”. Ha ricordato come proprio a San Pietro Vernotico don Federico abbia mosso i primi passi della propria vocazione e ha assicurato la disponibilità dell’amministrazione a collaborare con la parrocchia per rafforzare i legami, il senso di appartenenza e le occasioni di incontro. «Conosci già questo paese», gli ha detto, “Ti auguriamo di ritrovarlo con occhi nuovi, di ascoltarne le storie e di trovare tante persone pronte a camminare con te”.
Tra i passaggi più intensi del saluto di don Federico, quello dedicato a don Vincenzo Martella, dal quale raccoglie il testimone dopo tredici anni di guida della parrocchia.
Ha ricordato la premura e la delicatezza con cui il predecessore lo ha accompagnato fin dall’annuncio della nomina, introducendolo nella vita della parrocchia quasi prendendolo per mano come un fratello maggiore. E gli ha affidato parole che raccontano una continuità destinata ad andare oltre ogni avvicendamento: “Una volta entrato nella storia della comunità dei Santi Angeli Custodi, ne farai parte per sempre”.
Una continuità sottolineata anche dall’arcivescovo, che ha invitato il nuovo parroco anzitutto a conservare il bene ricevuto, per poi discernere, insieme agli organismi di partecipazione ecclesiale, ciò che il tempo e lo Spirito indicheranno come necessario per il territorio e per le persone.
A conclusione della serata, la festa è proseguita con i fuochi d’artificio e con il taglio della torta da parte di don Federico, circondato dalla sua nuova comunità.
Comincia così una nuova pagina per i Santi Angeli Custodi. Una pagina che don Federico non vuole scrivere da solo, ma insieme alle persone che gli sono state affidate. Con una richiesta, semplice e impegnativa, che racchiude forse meglio di ogni programma il senso del suo ingresso: “Fatemi posto nel vostro cuore”.
Racconto per immagini di Arturo Caprioli.

