“Restate in mare aperto. Il cattolico non deve aver paura del mare aperto, non deve cercare il riparo di porti sicuri”. Ricevendo in udienza la comunità della Facoltà teologica pugliese nel ventesimo anniversario di fondazione, il Papa ha rilanciato l’invito di Papa Francesco.

 

 

Era presente anche l’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta, già preside e docente della Facoltà insieme con gli altri pastori della Conferenza episcopale pugliese.

“C’è molto bisogno di questo atteggiamento, specialmente nei contesti in cui oggi la fede dev’essere annunciata e inculturata - ha affermato il Santo Padre nel suo discorso (IL TESTO INTEGRALE) rivolto in contemporanea anche ai rappresentanti dell’Istituto teologico di Calabria presenti nella Sala Clementina -: Non si tratta di acquisire nozioni per adempiere obblighi accademici, ma di avviare una navigazione coraggiosa, una traversata in alto mare”.

“Questo viaggio - ha spiegato Leone XIV - si muove in una duplice direzione: da una parte è un percorso per scendere in profondità, scrutando gli abissi del mistero di Dio e le diverse dimensioni della fede cristiana; dall’altra, è un prendere il largo per andare oltre, per scrutare altri orizzonti e trovare, così, nuove forme e nuovi linguaggi in cui annunciare il Vangelo nelle diverse situazioni della storia”.

“La teologia - ha ribadito il Pontefice - serve per l’annuncio del Vangelo, perciò, è parte integrante e fondamentale della missione della Chiesa”. “La formazione teologica - ha aggiunto - non è un destino per pochi specialisti, ma una chiamata rivolta a tutti, perché ciascuno possa approfondire il mistero della fede e ricevere gli strumenti utili a portare avanti con passione il perseverante impegno di mediazione culturale e sociale del Vangelo”.

“Fare teologia insieme”. È stato l’invito del Papa. “Su questa strada è possibile costruire un comune orizzonte di pensiero e una convergenza sulle sfide pastorali e sulle esigenze dell’evangelizzazione”, l’indicazione di rotta di Leone XIV, secondo il quale “una formazione che serve all’annuncio del Vangelo è possibile solo insieme, navigando in mare aperto ma non come navigatori solitari. E farlo, lasciando il proprio porto sicuro, andando oltre i propri confini territoriali ed ecclesiali, nell’incontro e nel confronto, nell’ascolto reciproco e nel dialogo, in quella comunione tra le Chiese che mette in connessione le risorse, le competenze e i carismi”.

“Facendo teologia insieme - ha spiegato il Pontefice - gli orizzonti intellettuali, spirituali e pastorali si allargano e si mescolano, generando prospettive comuni e un impegno ecclesiale più incarnato nel territorio, offrendovi la possibilità di rinnovare gli stili e i linguaggi della fede nel contesto reale in cui vi trovate”.

“Facendo teologia insieme - ha assicurato il Papa - scoprirete di essere un laboratorio che prepara i futuri presbiteri e operatori pastorali a vivere relazioni ecclesiali nello stile sinodale, in cui i diversi soggetti, ministeri e carismi ecclesiali si completano a vicenda superando ogni chiusura. Facendo teologia insieme, infine, sarete più capaci di accogliere le domande e le sfide del contesto sociale e culturale”.

“Vent'anni sono un cammino di maturità - ha detto l’arcivescovo Giuseppe Satriano, arcivescovo di Bari-Bitonto, presidente dei vescovi di Puglia e Gran Cancelliere della Facoltà teologica -. Vent'anni segnati da tanti momenti di sacrificio, di impegno, anche di gioia, perché ha portato tre istituti a camminare insieme in un unico percorso. E oggi la Facoltà teologica si ritrova ad una svolta significativa, importante e anche delicata. Ritrovarci qui a riflettere insieme al Santo Padre ci aiuterà sicuramente a guardare al futuro con più lucidità, con più attenzione e anche con più, potrei dire, luce dello Spirito”.

“L'udienza col Santo Padre - sono le riflessioni a caldo del preside della Facoltà teologica pugliese, don Vito Mignozzi - è stata sicuramente motivo di grande gioia perché dalla sua parola siamo stati incoraggiati e confermati a proseguire il nostro cammino. Nel suo discorso ci ha anche prospettato per il futuro il modo in cui occorre fare teologia. Mi piace richiamare la metafora del mare aperto: siamo stati invitati dal Papa a fare teologia non temendo di andare in mare aperto, evitando, dunque, chiusure, campanilismi e passi indietro”.

E ancora, prosegue il preside Mignozzi: “Fare teologia insieme. Per la nostra facoltà questo invito ha molti significati. In particolare, vuol dire che le anime che costituiscono la nostra Facoltà, sin dalla sua formazione ma anche in questa nuova ripartenza, sono chiamate più di prima a lavorare insieme, a formarsi insieme, a produrre anche una riflessione teologica che dia voce alla ricchezza della nostra istituzione che pur nella pluralità delle espressioni, cammina verso una unità sempre più evidente”.

“Un ultimo passaggio - conclude - che mi pare importante rilanciare è la sottolineatura del Papa a considerare la teologia e l'attività teologica come parte della missione della Chiesa, della missione dell'annuncio del Vangelo. Questo è fondamentale per evitare una teologia che sia soltanto, come ha detto il Papa, per pochi addetti ai lavori, ma sia davvero una riflessione critica sui contenuti della fede, per l'annuncio del Vangelo, ma davvero a disposizione di tutti”.

 

Foto: Vatican media

 

 

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