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Hanno avuto inizio a Vernole i lavori di restauro della chiesa madre, settecentesca struttura di particolare pregio storico e artistico che rappresenta un patrimonio unico non solo per la comunità locale.

 

 

“Si allunga l’elenco dei progetti vernolesi finanziati dalla Conferenza episcopale italiana (Cei) con i proventi dell’8xmille alla Chiesa cattolica rileva il parroco - don Leonardo Giannone”.

“A cinque anni dal consolidamento statico della cappella di Sant’ Anna - prosegue l’arciprete di Vernole -, sono iniziati i lavori di restauro conservativo della facciata della chiesa parrocchiale intitolata all’Assunta. Era l’ultima domenica di febbraio del 2017, quando i fedeli che entravano in chiesa per la messa mattutina, raccolsero alcuni frammenti caduti sul sagrato dal cornicione superiore della facciata. Ne informai l’economo diocesano che mi suggerì di incaricare un tecnico di predisporre un progetto da sottoporre al vaglio del Consiglio diocesano per gli affari economici, presieduto dal vescovo. Un’accurata documentazione fotografica diede il via alla stesura di un progetto che, approvato dalla Sovrintendenza, è stato ammesso tra quelli finanziabili dalla Cei”. “Anche a nome della comunità vernolese - conclude don Leonardo - esprimo viva gratitudine per i tecnici che hanno redatto il progetto, per il Consiglio diocesano per gli affari economici, per l’ufficio nazionale per i beni ecclesiastici della Cei”.

 

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L’ennesimo contributo di cui beneficia la nostra comunità mi spinge a ribadire - aggiunge infine - l’importanza dello strumento dell’8xmille, che consente alla Chiesa cattolica italiana di mantenere e custodire gli edifici di culto, simboli della nostra identità storica, culturale e religiosa. In  una fase in cui i Paesi europei mettono a punto le riforme che incanalino il fondo per la ripresa economica (Ricovery fund) e il governo italiano si accinge a sbloccare centinaia di progetti di opere pubbliche, fermi da troppo tempo, il nostro piccolo cantiere assume un peculiare valore simbolico: è il segno concreto di una comunità che non si arrende alle gravi conseguenze della crisi sanitaria ed economica, ma vuol ripartire, rimettere in moto le sue energie, proiettarsi con fiducia nel futuro”.

 

Chiesa di Lecce per il Coronavirus