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A causa delle numerose misure restrittive imposte dalle autorità per il contenimento del coronavirus, anche la comunità di Acaya dovrà oggi rinunciare ai tradizionali festeggiamenti civili in onore a San Paolo.

 

 

Ogni anno infatti, i fedeli della città fortificata celebrano questa giornata secondo i tradizionali canoni delle feste patronali salentine, ma quest’anno il programma ha dovuto necessariamente subire un ridimensionamento.

Resta comunque forte la devozione della comunità locale nei confronti di San Paolo, ed il parroco don Valentin Diac, ci tiene a precisare l’importanza di questa giornata: “Come ogni anno, anche quest’anno la comunità di Acaya il 29 giugno è in festa, celebrando San Paolo, uno delle due colonne della Chiesa: Pietro che confessò per primo la fede in Cristo e Paolo che ha fatto suo il consiglio di Gesù: passare all’altra riva. Nel suo ministero, San Paolo guidato dallo Spirito, ha visto con i suoi occhi quanto è veramente grande la mèsse. Quest'anno, anche se non si vede, la festa c’è. Si, non si vede con gli occhi del mondo perché servono occhi nuovi, e questo tempo di grazia che abbiamo vissuto e stiamo vivendo ci dovrebbe aiutare a guardare meglio, anzi con occhi nuovi alla figura di San Paolo.  A San Paolo, mentre era in cammino, una luce "brucia” gli "occhi vecchi” per dargliene di" nuovi" perché ne aveva bisogno, ma per averli non bastava solo una voce che veniva dal cielo, ma doveva entrare in una comunità. Gli Atti degli apostoli ci raccontano che, solamente dopo che Anania lo ebbe chiamato fratello e gli ebbe imposto le mani, Paolo riacquistò la vista. È molto interessante che San Luca usi il verbo aneblepsen (ἀνέβλεψέν) che letteralmente significa guardare in su, verbo che userà anche nel vangelo nel capitolo 9 quando ci racconta della moltiplicazione dei pani. Ecco allora i nuovi occhi di San Paolo: può finalmente guardare in alto, ma non direttamente ma tramite i fratelli, tramite i piccoli che nessuno vede”. 

“Anche quest’anno - ha concluso don Valentin - la festa c’è ma per vederla si ha bisogno di occhi nuovi e sono sicuro che tutti vogliono occhi nuovi, ma quanti sono disposti a lasciarsi bruciare gli occhi vecchi? Quanti sono disposti a vedere nulla finché il fratello ci accoglie? San Paolo ci aiuti perché ognuno di noi trovi la sua via di Damasco che porta dai fratelli, che sono occhi nuovi per vedere la nostra vita che è nascosta con Cristo nel Padre”.

Le celebrazioni saranno tutte in Chiesa Madre, alle 7 30, alle 11 e alle 19, mentre lo scorso 24 giugno ha avuto inizio il triduo di preparazione proprio presso la cappella dedicata a San Paolo. 

 

prossimi eventi

3 Lug

Presiede l'arcivescovo Michele Seccia

4 Lug

Celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo Michele Seccia con il solenne rito della discesa della croce

9 Lug

Celebrazione eucaristica presieduta dall'arcivescovo Michele Seccia

10 Lug

Celebrazione eucaristica presieduta dall'arcivescovo Michele Seccia

11 Lug

Celebrazione eucaristica presieduta dall'arcivescovo Michele Seccia

13 Lug

Celebrazione eucaristica presieduta dall'arcivescovo Michele Seccia

Chiesa di Lecce per il Coronavirus