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La comunità di Acaya ha rinnovato ieri l’antica tradizione nei festeggiamenti in onore del patrono Sant’Oronzo vescovo e martire.

Con festeggiamenti civili e religiosi la cittadella fortificata dedica ogni anno, la prima domenica del mese, al protovescovo di Lecce condividendo il patrocinio con l’intera srcidiocesi. L’antico borgo medievale è stato addobbato con le luminarie tradizionali delle feste salentine, in particolare piazza Giangiacomo, dove si è esibita la banda “Città di Monteroni”.

I martiri si sono sentiti responsabili della vita e del creato in quanto opera del Dio uno e trino, la loro responsabilità non si ferma nemmeno davanti alla morte. Il problema dei cristiani oggi non è la debolezza ma mascherare la debolezza, siamo stati abituati a pensare l’esistenza dei due mondi, uno divino ed uno terreno, ma l'incarnazione di Gesù avrebbe dovuto farci capire che il mondo è uno solo. Bisogna quindi vivere la fede in Dio con responsabilità in una esperienza di vita, come un incontro con Cristo” ha detto don Valentin Diac, parroco di Acaya, durante la messa vespertina celebrata in chiesa madre, riportando inoltre l’esempio del presbitero russo Pavel Florenskij, giustiziato dal regime nel 1937.

Come don Valentin ha precisato, Florenskij venne arrestato già nel 1906 per aver criticato, mentre celebrava la messa, una condanna a morte imposta dal governo. Quest'episodio di inizio ‘900 può essere quindi accostato al martirio di Sant’Oronzo, che non ebbe paura della morte supportato dalla consapevolezza che il suo ministero sarebbe andato avanti anche dopo il martirio. 

Al termine della celebrazione si è svolta la solenne processione con la statua di Sant’Oronzo, alla quale hanno partecipato numerosi fedeli insieme alle autorità civili, tra le quali il sindaco di Vernole Francesco Leo.

 

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